RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO 2/ N.10 - 28 febbraio 2008 - Le competenze e l'EdA
 

INDICE

 

 

 

 

RECENSIONI

Alberici A., Catarsi C., Colapietro V., Loiodice I., Adulti e Università. Sfide ed innovazioni nella formazione universitaria e continua

di Giuseppe Cinquepalmi

Il testo Adulti e Università, pubblicato nel 2007 da Franco Angeli, raccoglie tredici saggi che, avendo come punto di partenza i risultati di un Progetto di ricerca d’interesse nazionale (Prin) dal  titolo Accoglienza, primo orientamento e tipologie dell’offerta didattica per studenti adulti iscritti ai corsi di laurea di nuovo ordinamento, forniscono un inquadramento teorico e ipotizzano soluzioni al cambiamento della dimensione quantitativa e qualitativa della popolazione universitaria.
Al progetto di ricerca hanno preso parte le università di Foggia, Lecce, Firenze e Roma 3. “La ricerca – spiega la prof.ssa Alberici – ha voluto indagare i modelli, i metodi e gli strumenti dell’accoglienza, del primo orientamento e le modalità dell’offerta didattica per questa specifica parte della popolazione universitaria costituita da studentesse e studenti adulti”[p.15].
Per mezzo del reperimento di dati tramite questionari e dell’attivazione di quattro esperienze laboratoriali – il circolo dei tesisti a Foggia, il laboratorio biografico a Lecce, il programma Bridge a Firenze e il Bilancio di Competenze a Foggia e Roma –  è stato possibile ottenere un quadro completo della presenza qualitativa e quantitativa degli studenti adulti (ovvero con più di venticinque anni) e sperimentare buone pratiche finalizzate all’orientamento, all’adeguamento dei percorsi formativi universitari e dei servizi per studenti adulti. 
Attraverso gli scritti dei diversi autori che hanno collaborato alla stesura del volume, ciascuna Università ha riportato i risultati dell’indagine locale, stabilendo collegamenti con gli esiti complessivi nazionali. Ogni saggio tende ad inserire i dati raccolti e le esperienze realizzate in un contesto di significato che fa riferimento alle normative nazionali ed europee per il lifelong learning e ai paradigmi scientifico-pedagogici maggiormente accreditati. 
La ricerca riportata nello scritto vuole fornire precise indicazioni istituzionali. Secondo gli autori bisogna che le università ripensino la loro organizzazione differenziando l’offerta formativa rivolta agli adulti in relazione alle loro specifiche esigenze. Colapietro afferma a riguardo che “l’azione istituzionale si articola e si svolge da piano dell’incentivazione, previo riconoscimento della personalizzazione dei percorsi, all’integrazione come rete tra soggetti pubblici e privati, sino all’innovazione delle metodologie e dei curricoli”[p.107].  
Si pone  l’accento, sulla scia delle teorie andragogiche, sulla personalizzazione dei percorsi di formazione, sulla valorizzazione delle esperienze pregresse (e quindi sulla dimensione biografica), all’alternanza tra lavoro e istruzione. La motivazione personale è un fattore imprescindibile nell’educazione degli adulti; non a caso la maggior parte degli adulti intervistati ha affermato di aver ripreso gli studi per accrescere il proprio bagaglio culturale e le risorse personali spendibili nella società e sul lavoro.
In questo contesto assume una posizione di rilievo la categoria concettuale di competenza, idea che racchiude in sé sia le dimensione teorico-pratica che quella della personalizzazione. La metodologia del Bilancio delle Competenze e i laboratori autobiografici, descritti nei saggi di Serreri, di Lichtner, sono due importanti proposte che traducono in prassi la necessità di reperire e valorizzare le competenze acquisiste nel corso della vita e di integrarle con l’apprendimento formale/universitario e informale/lavorativo. Tali attività permettono di accrescere l’empowermwnt “identificando con tal termine il processo attraverso cui le persone vengono messe in condizione di avere successo mediante l’assunzione della capacità di agire su una situazione per modificarla a proprio vantaggio” [p.140].
Un ulteriore momento di riflessione sviluppata nel saggio di Isabella Loiodice concerne la dimensione orientativa associata alla learning society e all’apprendimento per tutta la vita. Considerata la notevole presenza di adulti nelle università, i servizi non possono più essere intesi esclusivamente come attività di tipo informativo o di promozione di attività occasionali; “l’Università deve […] ripensare il proprio ruolo in rapporto ai nuovi bisogni formativi di tale utenza e deve connotarsi, per questi motivi, di una nuova funzione marcatamente orientativa” [p.141].   L’orientamento per gli adulti in formazione e, più nello specifico, per gli adulti iscritti all’università è stato ripensato complessivamente come attività cha accompagna gli studenti per l’intero percorso universitario (in entrata, in itinere e in uscita), investendo su attività di formazione-lavoro (stage e tirocini) e su attività di tutorato personalizzato.  
Ai saggi centrati sulle attività e sui risultati della ricerca Prin si affiancano studi di più ampio respiro che contestualizzano la ricerca all’interno della nuova organizzazione sociale e educativa. Ricordiamo, tra gli altri i contributi di Carlo Catarsi, sulla necessità di costruire comunità di apprendimento basate su criteri riferiti alla persona nella sua complessità, di Antonello Miccoli, sull’adeguamento normativo della formazione in relazione alle attuali esigenze socio-culturali, di Daniela Dato e Maria De Carlo sul ruolo delle emozioni nell’educazione degli adulti, di Giuseppe Anacontini sull’innovazione tecnologica e l’e-learning.       
  Il testo ha un taglio marcatamente innovativo e sperimentale: interviene con pertinenza sui temi più attuali del lifelong learning in relazione all’istruzione universitaria. È uno studio di particolare importanza che dovrebbe essere conosciuto dal personale tecnico e docente delle università italiane, poiché fotografa l’attuale situazione anagrafica dell’istruzione superiore in Italia e descrive nuove strategie didattiche e orientative che permetteranno di riorganizzare le istituzioni universitarie attorno ai bisogni educativi emergenti.

 

 

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