RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO 3/ N. 11 - 30 giugno 2008 - Educazione degli adulti: a che punto siamo?
 

INDICE

 

 

 

 

ALTRI ARTICOLI

IL “MOVIMENTO DI COMUNTÀ” HA SESSANT’ANNI Un Convegno per discutere della Governance

di Bruno Schettini

Nel 1948 Adriano Olivetti diede vita a Torino al “Movimento di Comunità” . Il Movimento assunse negli anni Cinquanta una notevole importanza e diffusione nel campo della cultura economica, sociale e politica. Sorretto dallo sviluppo della propria azienda e dagli ideali comunitari, Olivetti raggruppò intorno a sé un numero enorme di intellettuali provenienti dai più differenti campi disciplinari, inseguendo il progetto di una sintesi creativa tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica. Oggi Edgar Morin, insieme con un nutrito stuolo di studiosi, torna a riproporre la coniugazione fra le due culture per una democrazia cognitiva alla base di ogni vero sviluppo umano ed economico. Il suo pensiero, sconosciuto ai più, voleva coniugare lo sviluppo industriale e l’affermazione dei diritti umani attraverso la democrazia partecipativa dentro e fuori la fabbrica. Le sue idee, a questo proposito, furono espresse in modo organico solamente nel 1945 allorquando diede alla luce L’ordine politico delle comunità con il quale Adriano Olivetti espresse in modo compiuto la sua tesi per un’idea federalista dello Stato, fondata su comunità culturalmente omogenee e economicamente autonome. Tesi affatto secessionista, bensì protesa verso un’idea di governance locale fortemente ancorata alla partecipazione di tutti e alla valorizzazione delle risorse per una ricchezza che avrebbe dovuto essere distribuita equamente al fine di rendere ciascun uomo autenticamente cittadino e non suddito. Egli stesso, attraverso la sua militanza attiva contro il fascismo dimostrò i suoi ideali di libertà per se stesso e per gli altri, tanto da doversi rifugiare temporaneamente in Svizzera, dove appunto diede alla luce L’ordine politico delle comunità. Non a caso, nel 1931, la Questura di Aosta lo aveva già schedato come “sovversivo”. Partecipò, infatti, con Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Sandro Pertini ed altri alla liberazione di Filippo Turati.
Adriano Olivetti fu contrastato fortemente dall’establishment capitalista e marxista. Per primo pose in primo piano i problemi dell’ambiente, della tutela del territorio, dello sviluppo compatibile, sul rischio, affatto remoto, dell’esaurirsi delle risorse naturali.
“Quella di Adriano Olivetti, fu un’esperienza unica nel capitalismo italiano e internazionale, perché si basò su una concezione del lavoro che metteva al centro gli aspetti sociali in luogo del profitto («Può un’industria darsi dei fini? Si trovano questi fini semplicemente nell’indice dei profitti? O non vi è, al di là del ritmo apparente, qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?» da “Adriano Olivetti: quel che resta di un sogno”, in Data Manager). Questo aspetto etico, in fondo, trova in Olivetti un’anticipazione di quella che è oggi il problema etico nella impresa nazionale e internazionale.
Infatti, più che la “fabbrica”, come egli chiamava la sua azienda, che per ben due nel corso della storia ha dovuto cedere il passo dinanzi al ruolo centrale della Borsa e a quelle speculazioni che gli investitori finanziari costruiscono artatamente, restano le idee. Idee di governance locale, di democrazia della crescita e dello sviluppo, di partecipazione all’interno della cultura della legalità.
Questi temi, com’è evidente, sono sono peregrini, ma attengono direttamente al cuore del problema etico-sociale e politico in un contesto, quello attuale, in cui ideologie neoliberiste e neoeconomiciste attentano alla solidarietà e alla sussidiarietà, mettendo in tutta evidenza un modo affatto etico di concepire la vita di un’azienda, l’economia e l’organizzazione della società, il valore e la dignità degli uomini e delle donne.
Sono, dunque, questi i temi principali sui quali il gruppo «Adultità», legato alla II Cattedra di pedagogia della Seconda Università degli Studi di Napoli, insieme con AISLO, intende confrontarsi per sviluppare ed attualizzare, nel Convegno autunnale dedicato ai sessant’anni del Movimento di comunità, le tesi di Adriano Olivetti: “Dal Movimento di comunità (1948) alla Governance locale: l’insegnamento politico, economico e culturale di Adriano Olivetti”.

 

 

 

 

 

 

 

Edaforum
Editore: EdaForum www.edaforum.it - forumeda@edaforum.it
Provider: Kronide Srl www.kronide.it
LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
Rivista registrata presso il Tribunale di Firenze n. 5414 del 01 marzo 2005
Redazione: c/o Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università degli Studi
Via del Parione 11/B - 50123 Firenze