RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO 3/ N. 11 - 30 giugno 2008 - Educazione degli adulti: a che punto siamo?
 

INDICE

 

 

 

 

MONOGRAFICO

Intervista a Isabella Loiodice

di Marco da Vela

Intervista alla Prof.ssa Isabella Loiodice
Presidente del corso di laurea in Scienze della formazione continua
Facoltà di Scienze della Formazione
Università degli Studi di Foggia

 

LLL: Qual è attualmente la situazione dell’eda in Italia e  quali  tendenze sembrano emergere?

 

Indubbiamente l’EdA, negli ultimi anni, ha conosciuto in Italia una più sensibile e marcata attenzione, costituendosi  come vero sistema di teorie e di pratiche sull’apprendimento e sulla formazione in età adulta. Il moltiplicarsi di progetti, interventi  formativi, ricerche, istituzione di cattedre universitarie, di corsi di laurea, di master – fino ad arrivare a una proposta di legge quadro -  ne è evidente testimonianza.
 A mio parere però vi è ancora un certo scollamento tra mondo accademico, della formazione e della ricerca e quello dell’intervento sul campo.
Con questo non voglio rinnegare le tante e interessanti iniziative “per” e sull’EdA ma, progettualmente, guardare al da farsi, rimarcando ulteriormente la necessità di un maggiore incontro/confronto tra sedi della ricerca e sedi operative.
Occorre continuare a tenere vivo il dibattito epistemologico sull’EdA e le teorie dell’apprendimento in età adulta, ma anche solleciterei un serio lavoro di ripensamento delle strategie metodologico-didattiche, la cura dei setting, la formazione dei formatori, ecc..
L’approccio all’apprendimento adulto è ancora troppo legato alle modalità organizzative e metodologiche della scuola.
Questo è testimoniato  anche dai nuovi utenti adulti delle nostre università, che chiedono nuovi servizi di orientamento, di sostegno alla didattica, nuove strategie didattiche più efficaci e idonee ai loro bisogni formativi.

 

LLL : Con quale ruolo e con quali proposte concrete possono agire gli Enti Locali?

 

L’ educazione degli adulti non è solo un’ emergenza formativa ma ancor di più sociale e culturale. Infatti l’EdA è strumento di emancipazione è inclusione sociale oltre che di formazione professionale e alfabetizzazione. È proprio in tal senso che gli Enti Locali debbono promuovere e favorire la costruzione di un sistema integrato per l’eda, che saldi sinergicamente il sistema formazione a quello del lavoro e del tempo libero. E possono farlo con proposte concrete che guardino, appunto, alla dimensione funzionale dell’EdA ma anche a quella esistenziale. Come dire che l’educazione degli adulti non può essere solo formazione professionale, aggiornamento, strumento di alfabetizzazione di base (assolutamente indispensabili, è ovvio) ma deve essere anche educazione alla cittadinanza, alla partecipazione sociale, alla cura di sé. E ciò è possibile da un lato progettando corsi di formazione ma dall’altro facendo dell’apprendimento permanente una filosofia, un “modus operandi” che ispiri iniziative culturali, ricreative ecc.

 

LLL: Quali i punti di forza e di debolezza dei provvedimenti legislativi sull’istruzione degli adulti  adottati nella  legislatura appena conclusa?

 

Il fatto che  sia stata presentata una proposta di legge sull’EdA è già di per sé una buona cosa, è il segnale evidente che qualcosa sta cambiando, si sta muovendo non solo a livello accademico ma a livello istituzionale e governativo. Trovo tutti i nove articoli estremamente interessanti e rispondenti a quelle che sono le reali emergenze e i capisaldi principali dell’educazione degli adulti e dell’apprendimento permanente.                                                                                                      Forse avrei dato solo più spazio al problema didattico, cioè alla necessità di riprogettare e ripensare le strategie didattiche per l’apprendimento adulto e certamente avrei inserito un articolo sul riconoscimento delle figure professionali che si occupano di EdA.                                            Nel complesso in ogni caso ritengo la proposta di legge un documento importante, pur sollecitando una più marcata caratterizzazione nella prospettiva dell’apprendimento per tutta la vita, collocando cioè l’educazione degli adulti nel più ampio e articolato progetto di educazione permanente.

 

LLL: Se dovesse costruire un'agenda di priorità, quali ne sarebbero i punti salienti?

 

Se dovessi scegliere delle priorità penso che ne individuerei quattro: riconoscimento delle figure professionali che si occupano di eda; formazione dei formatori (non solo corsi di alta formazione ma percorsi universitari specifici per gli educatori degli adulti che sono già presenti in Italia ma, come rivelano alcune ricerche – cfr ricerca Rueda – sono troppo dissimili tra loro e ancora troppo poco presenti in alcune regioni); promozione e attuazione del sistema di certificazione delle competenze; ripensamento e promozione dei servizi di orientamento in entrata, in itinere e in uscita.

 

Intervista alla Prof.ssa Isabella Loiodice Intervista alla Prof.ssa Isabella Loiodice

 

 

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