RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO 3/ N. 11 - 30 giugno 2008 - Educazione degli adulti: a che punto siamo?
 

INDICE

 

 

 

 

RECENSIONI

Isabella Loiodice (a cura di), Adulti all’Università. Ricerca e strategie didattiche, Progedit, Bari, 2007

di Manuela Ladogana

Negli ultimi anni la presenza degli studenti adulti nel contesto universitario ha acquistato una significativa consistenza. La nuova domanda di formazione riguarda lavoratori occupati, lavoratori adulti o ancora in cerca di prima occupazione, adulti disoccupati o in mobilità, adulti interessati a progetti formativi di autosviluppo e di autopromozione. Si tratta di una nuova tipologia di utenza che non può essere più ignorata né dal punto di vista quantitativo né qualitativo. A fronte di ciò, appare indifferibile l’esigenza di riorganizzare e ridefinire l’offerta didattica universitaria in più stretta aderenza alle esigenze e alle aspettative della popolazione studentesca adulta. E’ proprio su tale necessità che si sofferma Isabella Loiodice, curatrice del volume, aprendosi ad una riflessione sulle possibili linee di sviluppo didattiche e organizzative più idonee ed efficaci ad innalzare e migliorare il successo formativo degli studenti adulti, nonché a favorire una loro piena integrazione nelle strutture universitarie. Tutto questo a partire «dalle caratteristiche e dagli specifici bisogni formativi dello studente adulto, di uno studente, cioè, che se desidera essere accolto e accompagnato nel suo processo di apprendimento con gli stessi diritti di uno studente tradizionale, dall’altro manifesta la specifica esigenza di capitalizzare le sue conoscenze e competenze pregresse, di personalizzare e individualizzare il suo percorso formativo in termini qualitativi e quantitativi» (pag. V).
Questo implica, in prima istanza, l’avvio di un discorso in termini rinnovati sulla qualità della didattica universitaria (e sulla revisione dei paradigmi di apprendimento e orientamento) nella direzione di una formalizzazione di modelli operativi efficaci finalizzati a riqualificare, innovandoli, i servizi agli studenti.
In siffatto sfondo concettuale si colloca efficacemente il volume in oggetto.
Il testo è articolato in tre parti. La prima parte ripercorre, al suo interno, le motivazioni e le prospettive didattiche e pedagogiche, nonché i paradigmi interpretativi sottesi alla ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN 2004) condotta dagli Atenei di Roma3 (questa con funzione di coordinamento), di Lecce, di Foggia e di Firenze intorno ai “metodi, ai modelli e agli strumenti di accoglienza, di primo orientamento e all’articolazione dell’offerta didattica per gli studenti adulti iscritti ai corsi di laurea di nuovo ordinamento” di cui sono presentati gli esiti. L’emergere di un «fenomeno universitario inedito per dimensioni e caratteristiche qual è l’afflusso di adulti maturi ai corsi di laura di nuovo ordinamento - afferma Aureliana Alberici, coordinatrice nazionale della ricerca suddetta - trova l’università impreparata sotto il profilo organizzativo e dell’offerta formativa» (pag.4) e rende indispensabile l’assunzione di nuove prospettive con cui individuare e definire modelli di servizi e di tipologie dell’offerta didattica specificamente finalizzati al migliore inserimento degli studenti adulti nei percorsi universitari. Divengono, quindi, punti di investigazione significativa quegli strumenti e servizi, dall'accoglienza, all'orientamento, alle attività di tutorato, che mirano a sostenere il rientro nei percorsi di istruzione degli studenti adulti e a facilitarne il rapporto complesso con il sistema universitario. In tale ottica, nel volume sono presentate strategie didattiche innovative nell'ambito della formazione, qual è, ad esempio, il “Bilancio delle Competenze”, di norma utilizzato come metodologia di orientamento per adulti in fasi di transizione e finalizzato alla riprogettazione dei percorsi professionali, e, nel corso della ricerca, sperimentato in funzione dello sviluppo della capacità di auto progettazione e riprogettazione del percorso degli studi.
La seconda parte indaga, da un punto di vista squisitamente epistemologico, i modelli di intervento dell’orientamento formativo universitario più idonei a rafforzare nei soggetti in formazione la capacità di orientarsi e di agire in una società mutevole e complessa come è quella odierna, ipotizzando futuri progetti professionali e di vita sostenibili, realistici, fattibili a partire dall’esperienza formativa in essere. Si tratta di modelli di orientamento «di tipo biografico-progettuale, che pongono al centro delle attività orientative il valore della dimensione dell’esperienza realizzata da ogni singolo individuo nel suo percorso di vita, di studio e di lavoro, in funzione dello sviluppo del potenziale, della capacità di assumere decisioni e di progettare o riprogettare nuove strategie e e scelte in ambito formativo e/o professionale» (pag. 9) e che assumono,pertanto, significativa rilevanza all’interno di pratiche orientative rivolte agli adulti.In particolare, in ragione della sua forte valenza formativa (e dell’implicita valenza motivante e di empowerment), il dispositivo di Bilancio di competenze si presta, insieme ad altre metodologie orientative, ad essere utilizzato in contesto universitario (con studenti laureandi e/o con neo-laureati, in particolare adulti), trovando le condizioni per il suo sviluppo e sperimentazione nel processo di ripensamento sulla qualità della didattica universitaria.
La terza parte, di natura più marcatamente metodologica, è dedicata, da un lato, ad illustrare in maniera precisa e puntuale gli spazi di ricerca, di azione e di intervento formativo messi a punto all’interno del Laboratorio di bilancio delle competenze attivato presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Foggia e, dall’altro lato, a descrivere le esperienze di orientamento e formazione di studenti adulti lavoratori al’interno del Laboratorio di bilancio delle competenze foggiano.
Il volume traccia con chiarezza le sue linee di sviluppo e sollecita ad un ripensamento delle «forme di educazione e di formazione in età adulta in ambito universitario» in direzione della messa a punto di strategie didattiche adeguate ad una nuova utenza, qual è quella degli studenti adulti, che chiede con sempre maggiore insistenza di condividere, co-costruire spazi, tempi e obiettivi di apprendimento. Si tratta di una sfida difficile ma avvincente a cui le Università, oggi, devono indifferibilmente far fronte con l’intento di  «migliorare il benessere dell’istituzione universitaria come quella della sua utenza: l’una in grado di costruire un’immagine di sé competitiva ed efficace, l’altra capace di raggiungere i traguardi formativi prefissati con motivazione e soddisfazione». (pag. XVI)

 

 

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