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L’Unione Europea ha dichiarato il 2008 l’Anno europeo del dialogo interculturale (cfr http://www.europarl.europa.eu/news). Gli obiettivi dell'Anno europeo dovranno riguardare la promozione del dialogo interculturale mediante progetti specifici volti ad aiutare i cittadini europei “ad imparare a vivere insieme armoniosamente e a superare le differenze inerenti alla loro diversità culturale, religiosa e linguistica, non soltanto tra le culture dei diversi Stati membri, ma anche tra le varie culture e i gruppi religiosi degli Stati membri” (http://www.europarl.europa.eu/news). Le azioni dovranno mirare anche a “porre in risalto il contributo delle varie culture ed espressioni della diversità culturale al patrimonio e ai modi di vita degli Stati membri dell'Unione europea” e ad “esportare i valori comuni dell'Unione europea” nelle relazioni di quest'ultima con il resto del mondo, “rafforzando così il suo ruolo di leader nella promozione e nella tutela dei diritti umani e della democrazia” (http://www.europarl.europa.eu/news). Vi è anche l'obiettivo di fare dell'istruzione “un vettore fondamentale per l'apprendimento della diversità e una maggiore comprensione delle altre culture”, per promuovere la mobilità, gli scambi e l'applicazione del know how, delle competenze e delle migliori prassi sociali e “per attribuire ai media un ruolo fondamentale nella promozione del principio di uguaglianza e comprensione reciproca” (http://www.europarl.europa.eu/news).
Inoltre, le misure dovranno sensibilizzare i cittadini europei e quanti vivono nell'Unione europea, in particolare i giovani, all'importanza del dialogo interculturale nella vita quotidiana e far conoscere le culture e i valori dei paesi dell'Unione europea nei paesi terzi partner dell'Unione per “sensibilizzare i candidati all'immigrazione in vista di una loro migliore integrazione nelle società d'accoglienza” (http://www.europarl.europa.eu/news).
Il volume Il magico mosaico dell’intercultura. Teorie, mondi, esperienze (che ha ricevuto il Patrocinio del Centro Unesco di Torino insignito del riconoscimento International Recognized UNESCO Center) a cura di Giovanna Spagnuolo, fornisce un contributo prezioso nel delineare un quadro conoscitivo sul tema intercultura tratteggiando lo stato dell’arte e le tendenze in atto e proponendo casi reali di costruzione e gestione di gruppi e situazioni interculturali in vari contesti sociali e organizzativi.
La particolarità del volume sta nell’aver adottato il “metodo della complessità”, ossia l’intreccio di più itinerari e dimensioni per la conoscenza dei fenomeni, al fine di sperimentare un approccio pluridisciplinare per ottenere un quadro rappresentativo. Fons Trompenaars (Fondatore e Managing Director di Trompanaars Hampden-Turner Intercultural Management Consulting) così lo definisce “…un libro davvero singolare, che riesce a fornire in maniera interdisciplinare una molteplicità organizzata di punti di vista sull'intercultura - dall'antropologia culturale, alle scienze organizzative, alla sociologia del lavoro, alla filosofia politica, alla storia dell'arte e alle scienze manageriali…”.
Il volume, infatti, raccoglie una serie di contributi interdisciplinari sull'intercultura descrivendo significative esperienze socio-organizzative, nei diversi contesti dell'educazione, della ricerca, dell'associazionismo internazionale, delle ONG, dell'associazionismo professionale e dell'azienda. La metafora del mosaico ben rappresenta il concetto di intercultura e nel caso del volume l’autonomia di ogni singolo contributo mira a comporre un frame unitario.
Ogni autore, pur con stili, competenze, sensibilità distinte, ha contribuito alla realizzazione di questo mosaico.
Il lettore ha la possibilità di esplorare il magico mosaico “percorrendolo con gli occhi e con la mente seguendo scelte personali, gli iter seguiti si accavallano incrociandosi sulle tessere”. Ogni tessera esplorata riflette nel lettore una traccia, un segno e l’insieme dei segni un disegno che ciascuno ricompone ed elabora.
Il lettore viene aiutato a superare “una nozione di differenza generalmente applicata alla categoria sociale degli immigrati o alle culture etniche per sfuggire al rischio della “folklorizzazione” degli altri, per ampliarla ad ogni cultura altra; cultura considerata come relazione e costruzione sociale”.
Il volume si suddivide in tre parti: