RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO 5/ N. 14 - 30 Giugno 2009 - EdA: creatività e innovazione
 

INDICE

 

 

 

 

BUONE PRATICHE

INNOVAZIONE EDUCATIVA E COOPERAZIONE UNIVERSITARIA IN
AMERICA LATINA. UN ESEMPIO DI INCLUSIONE DIGITALE COME
STRUMENTO DI TRASFORMAZIONE SOCIO-EDUCATIVA.

Di Pablo Christian Aparicio e Maria del Carmen Silva Menoni
(Trad.a cura di Silvia Mongili)

Italian Abstract

Innovazione educativa e cooperazione universitaria si uniscono in questo lavoro, dove si analizzano i processi di creazione di ambienti di insegnamento ed apprendimento alternativi diretti tanto ad adolescenti e giovani in situazione di esclusione e fallimento scolastico come anche a docenti che scommettono sulla formazione continua ed innovativa. 
Le presenti riflessioni si riferiscono ad un Progetto di Cooperazione Accademica dell'Università di Salamanca con istituzioni educative dell'Uruguay il cui proposito principale poggia sulla promozione dell'integrazione delle nuove tecnologie in aula e sull'inclusione digitale di studenti e docenti. 
Questa esperienza di cooperazione universitaria attualmente porta benefici ad oltre quattromila adolescenti e giovani ed inoltre ha contribuito significativamente all'inclusione digitale e all' incremento delle possibilità di partecipazione educativa di gruppi vulnerabili e svantaggiati. 
Parole chiave: innovazione educativa, cooperazione, giovani, gruppi vulnerabili e svantaggiati. 

English Abstract

Educational innovation and academic cooperation are joined in this work, with the analyzes of the creation of environments for teaching and learning alternatives aimed to adolescents and young people suffering exclusion and school failure. Also for teachers who do the training and the innovation.
These reflections are related to an Academic Cooperation Project of the University of Salamanca with educational institutions of Uruguay. The purpose of these institutions is to promote the integration of new technologies in the classroom. The experience of cooperation benefits more than four thousand young people and teenagers and also made a relevant contribution to digital inclusion and increased the educational participation of vulnerable and disadvantage groups.
Key words: Educational innovation, academic cooperation, youth, vulnerable and disadvantage groups.

1. Le trasformazioni educative in America Latina: dinamiche e caratteristiche

Le trasformazioni intervenute nelle politiche educative dell'ultima decade hanno realizzato una migliore sistematizzazione delle attività e dei programmi di formazione, la gerarchizzazione delle funzioni amministrative, burocratiche e tecniche, l'implementazione di processi e strategie di valutazione della qualità educativa ed il rinnovamento dei riferimenti teorici, metodologici e tecnologici legati ai processi di insegnamento ed apprendimento.
Nonostante i progressi realizzati a partire dal consolidamento di un'organizzazione più sistemica ed aggiornata dell'offerta educativa, tuttavia persistono i déficit legati all’abbandono scolastico, la democratizzazione delle offerte qualificanti di formazione, la flessibilità e la contestualizzazione delle proposte curricolari e lo sviluppo locale di programmi vincolati alla compensazione delle disuguaglianze educative registrate negli alunni e nel loro ambiente familiare. 
L'insieme dei problemi prima indicati costituisce alcune delle sfide più cruciali che interpellano l'effettività delle attuali politiche educative e con analoga enfasi esige risposte adeguate da parte dei sistemi di formazione scolastica e dell'insieme dei suoi attori ed istituzioni. 
In questo modo la modernizzazione delle proposte educative, l'inclusione di input tecnologici innovativi e la ricerca di una maggiore democratizzazione dell'accesso alle offerte di formazione, furono corroborate dall'espansione contigua di fenomeni come la povertà, la disoccupazione e le situazioni di vulnerabilità socioeconomica in America Latina. Così, per esempio, il deterioramento delle condizioni socioeconomiche delle famiglie più svantaggiate, ebbe ripercussioni - e nonostante tutto oggi continua a farlo - nella diminuzione della partecipazione educativa dei giovani, nel basso rendimento educativo, nella rinuncia alla continuazione degli studi superiori (terzo ciclo) e nello spreco di differenti offerte di compensazione e formazione diffusesi a partire dalle politiche sociali.  
Orbene, per i settori sociali che riuscirono a concludere il livello scolastico medio – oltre alle diverse restrizioni ed impossibilità di tipo strutturale - si constatò che le offerte educative che procurava loro il sistema pubblico soffrivano di bassa qualità. La creazione di circuiti educativi di qualità differenziata, in accordo col settore della popolazione alla quale erano diretti, tese a consolidarsi stabilendo una simbiosi tra la partecipazione educativa di migliore qualità ed il livello socioeconomico delle persone provocando, di conseguenza, una maggiore segregazione dei gruppi svantaggiati per i quali rimasero riservati i centri scolastici meno provvisti di capacità tecnica, finanziaria, professionale ed infrastrutturale per affrontare le sfide dell'integrazione in tutti gli ambiti della vita.1
D'altra parte, nell'ambito delle TIC integrate a processi formativi si constata una maggiore coscienza e partecipazione attraverso, per esempio, Internet sociale o Web 2.0. La grande partecipazione educativa agli ambienti virtuali generati da questi nuovi mezzi permette una maggiore attività tanto a livello di processi di innovazione come di protagonismo giovanile.
Per esempio, la coscienza sociale circa i problemi o le situazioni di conflitto è diventata simultanea e concomitante attraverso le TIC; la denuncia ed il reclame verso una nuova impostazione di queste forme di vita e della gestione delle risorse del pianeta, ha guadagnato gli spazi di Internet generando una “solidarietà digitale.”2 Un'alta percentuale si integra con l'Internet solidale, creando e divulgando a partire da una prospettiva collaborativa, azioni, contenuti e messaggi3 che favoriscono un maggiore empowerment sociale.

2. L'influsso delle TIC nella realtà educativa latinoamericana: possibilità o restrizione?

L’inclusione delle TIC nell'educazione attraverso programmi puntuali genera aspettative positive nelle famiglie e nei gruppi più depressi socio-economicamente (si veda il Piano Ceibal, Uruguay 2007). Come abbiamo detto anteriormente, le TIC alimentano nuovi ambiti di empowerment e partecipazione, aprendo nuove possibilità ai differenti gruppi sociali, specialmente a quelli più diseredati o segregati, col risultato che postuliamo che attraverso i mezzi tecnologici che abbiamo oggi alla nostra portata, sia possibile promuovere la continuità educativa e l'integrazione sociale.
Attraverso l'organizzazione idonea delle offerte educative che si appoggiano ai vantaggi e alla forza delle TIC si genera la possibilità che le persone partecipino in maniera attiva alla costruzione e definizione di itinerari curricolari di qualità.4
In questo quadro, l'implicazione critica dei docenti risulta determinante per l'abilitazione di processi genuini di appropriazione vincolati alle TIC nel seno della comunità educativa. Attraverso l'attività del docente è possibile incanalare lo sviluppo di strategie di insegnamento complementari, l'organizzazione di spazi di apprendimento significativi e il coinvolgimento progressivo delle richieste sociali nel momento di organizzare i contenuti curricolari.5
Viceversa, banalizzare il ruolo delle TIC potrebbe portare a tenere nascoste le condizioni sociali e storiche inerenti lo scenario educativo attuale. Per ciò «devono svilupparsi progetti di ricerca diretti a comprendere le caratteristiche delle innovazioni tecnologiche di successo, sia in contesti locali, regionali, o nazionali».6 Inoltre, si dovrebbe essere a conoscenza dell'insieme di studi e pubblicazioni che dimostrano il percorso dell'incorporazione di questi nuovi mezzi nel lavoro pedagogico, e di come attraverso l'integrazione delle TIC si sta rispondendo tanto ad una nuova logica nella costruzione e ricreazione dei contenuti, quanto alla richiesta dei propri studenti nativi digitali.7

3. L’apporto innovativo delle TIC e le sfide educative imperanti

Secondo quanto anteriormente esposto, l'incorporazione delle TIC all'educazione non dovrebbe supporre solamente l'incorporazione massiccia di computer nelle scuole, l'universalizzazione dell'accesso ad internet oppure il sovraccarico di informazioni innovative e di criteri di successo su come dimensionare i processi di formazione e specializzazione vincolati a maestri e dirigenti. Viceversa, la cosa essenziale in ogni processo di innovazione educativa dipende dalla determinazione di come si desiderano capitalizzare i benefici di questi per affrontare le sfide educative e sociali imperanti, e fortificare l'impatto delle proposte educative nella società senza soggiogare le domande più urgenti ma neanche senza dimenticare l'importanza di soddisfare le trasformazioni erette in termini soggettivi, individuali, collettivi, locali e globali.8
La vera sfida dell'innovazione educativa basata nelle potenzialità delle TIC sta nel pensare a priori quali sono gli obiettivi e le sfide più trascendenti di un'educazione situata in un tempo e in uno spazio determinato, e a partire da dove si dirimono le forme e le condizioni della sua incorporazione, pensando al modo in cui queste tecnologie arricchiscono un'offerta educativa di qualità, impegnata nel superamento di pratiche di segregazione educativa.9
Seguendo questa linea è necessario che sorgano, da una parte, progetti pedagogici congruenti con la vita quotidiana delle persone che non deleghino responsabilità irriducibili né incorrano nel rinforzo della frammentazione della realtà sociale. Progetti integrati che potenzino la cooperazione e l'apprendimento interistituzionali e compongano, quindi, un nuovo scenario costruito attraverso la partecipazione di differenti attori, ambiti ed ambienti tecnologici vincolanti, aspirando ad un proposito comune di promozione e sviluppo sociale, condividendo l'obiettivo di raggiungere un'educazione contestualizzata e di qualità.10
Dall’altra parte, è inevitabile promuovere le iniziative locali, emergenti e potenzialmente efficaci che nascono in seno alle istituzioni, ai gruppi di professori creativi ed altri membri della comunità educativa, capaci di promuovere un migliore amalgama tra le necessità, gli interessi, le possibilità strutturali ed il profilo della scolaresca. 
In questo senso bisogna sottolineare che l'innovazione educativa si sta sviluppando con maggiore forza dentro le istituzioni educative all'interno di piccoli gruppi, mentre le grandi riforme strutturali camminano a rilento, sollecitate dalla rapidità dei cambiamenti. La società digitale sembra scivolare tra le componenti di un pesante sistema amministrativo, di classi, e di  decisioni politico-burocratiche, estranee alla quotidianità dell’educativo. Questa situazione sembra indicare che la chiave si trova nell'osservazione e nella scommessa dei processi di cambiamento ed innovazione a livello micro, e nell'interconnessione tra comunità innovative ed apprendimento.11
A partire da premesse educative che inquadrano i processi pedagogici formali, devono trarre impulso quelle iniziative di lavoro che innovano ed integrano la quotidianità tecnologica che sta sorgendo dentro le comunità educative. Si tratta di fortificare i processi di innovazione, seguendo la stessa matrice democratica e partecipativa che li origina, adeguando non solo mezzi e spazi di lavoro, ma anche ambiti per la divulgazione e l'interazione con altri gruppi accademici a livello locale ed internazionale. 
Di conseguenza, l'apertura sociale dello spazio educativo verso le richieste e le potenzialità degli individui e delle comunità scolastiche dovrebbe appoggiarsi sempre alla ricerca di alleanze ed istanze di collaborazione a livello locale, nazionale ed internazionale che indubbiamente potenziano e dinamizzano processi di innovazione educativa attraverso le TIC, in collegamento con le priorità e le caratteristiche di ogni comunità educativa. 
Il progetto di Collaborazione Accademica dell'Istituto Universitario di Scienze dell'Educazione dell'Università di Salamanca (Spagna), con il Centro Regionale di Professori del Litorale di Salto (Uruguay), è stato sostenuto dalla prospettiva che abbiamo precedentemente esposto e dalla convinzione circa il ruolo fondamentale degli spazi di partecipazione, di innovazione educativa, di democratizzazione dei processi di cambiamento e del suo espandersi attraverso le Tic.
Come vedremo di seguito, il processo di empowerment e protagonismo degli attori implicati in questo Progetto, permette di scorgere un modello alternativo di lavoro, dove il punto di partenza della vera innovazione non corrisponde necessariamente ai comandi superiori, ma risiede nelle basi stesse delle istituzioni: nei docenti ed alunni che incentivano contemporaneamente innovazione, inclusione digitale e partecipazione sociale a partire dall'interno delle aule e verso il resto della comunità. 

4. Descrizione delle fasi del processo: dalla prima iniziativa al piano di lavoro sistematico

La caratteristica fondamentale di questa esperienza sviluppata nei Centri educativi uruguaiani risiede nel protagonismo del docente nei processi di innovazione educativa e nel ruolo degli studenti come agenti di cambiamento, assumendo la proposta di integrazione delle TIC come mezzo di oggettivazione personale e di partecipazione.
Attraverso il legame accademico di una docente uruguaiana con l'Università di Salamanca, sorse l'iniziativa di integrare la Piattaforma virtuale Moodle all'esperienza educativa di tre istituzioni, sviluppando un piano di lavoro all’interno del programma di dottorato “Processi di Formazione in Spazi Virtuali”. Inizialmente si pensò ad una proposta di aggiornamento dei docenti in vista dell'innovazione mediante le TIC e all'inclusione tecnologica dei gruppi di studenti più lontani dalla società digitale. 
Prima di continuare con una breve descrizione dell'esperienza, bisogna segnalare che nell'ambito dell'integrazione delle Tic a livello educativo, in Uruguay a partire dal 2006 si è sviluppato il Piano CEIBAL, un programma di inclusione digitale per le Scuole Primarie di tutto il paese che dipende direttamente del governo uruguaiano. Il Piano CEIBAL, “Connessione educativa di informatica di base per l'apprendimento on-line”, come è scritto nel documento di base, «è un progetto socio educativo sviluppato in maniera congiunta tra il Ministero di Educazione e Cultura (MEC), il Laboratorio Tecnologico dell'Uruguay (LATU), l'Amministrazione Nazionale di Telecomunicazioni (ANTEL) e l'Amministrazione Nazionale di Educazione Pubblica (ANEP)12. I suoi principi strategici sono l'uguaglianza di opportunità nell'accesso alla tecnologia, la democratizzazione della conoscenza ed il potenziamento degli apprendimenti nell'ambito scolastico e nel contesto di vita degli alunni. Il progetto sarà localizzato istituzionalmente e si svilupperà dal punto di vista pedagogico nell'ambito del Consiglio di Educazione Primaria, dato che la popolazione-obiettivo è costituita da alunni dal 1º a 6º anno e da maestri di Educazione Primaria. I computer portatili creati per i bambini sono leggeri, facilmente trasportabili e molto resistenti. Le loro caratteristiche rendono possibile il lavoro in ambienti diversi e differenti rispetto alla classe ed offrono possibilità ben distinte alle proposte dei docenti. Questo progetto pretende di avere un importante impatto sociale sia per quanto riguarda la relazione della scuola con la famiglia, sia per quanto riguarda la promozione delle abilità per la società del XXI secolo, nel tentativo di eliminare il divario digitale esistente», (si consulti il sito Web Plan Ceibal). Il Piano, come esperienza macro, rende disponibile un computer per ogni bambino, per ogni scuola, in tutto il territorio nazionale, e distribuisce connessioni ADSL alle classi della scuola primaria di tutto il paese. 
Orbene, al margine del Piano Ceibal, sono rimasti trascurati - almeno fino a questo momento - i livelli educativi superiori. A questo livello il Progetto si occupa di collaborazione accademica con l’USAL per l'innovazione attraverso le TIC, come esperienza micro, poiché si occupa solamente di un gruppo di istituzioni di una sola città (Salto). 
Il Progetto TIC di Collaborazione Accademica USAL CERP cerca di superare il modello di dotazione di equipaggiamento che caratterizzò la maggioranza delle iniziative di cooperazione con l'America latina in relazione alle TIC, e mira all'inclusione digitale integrale a livello educativo, in senso cooperativo, comunitario ed interattivo, servendo centri di scuola media e superiore, inserendosi prioritariamente in processi di formazione iniziale e continua dei professori.
Partecipano, come entità collaboratrici, l'Unità di Ricerca dell'IUCE per Salamanca (Spagna), e per Salto (Uruguay) quattro Centri educativi: un istituto di formazione di professori che agisce come referente dell'iniziativa, e tre istituti di educazione media che sono Centri di pratica per la formazione didattica dei futuri insegnanti che si trovano negli ultimi anni di corso.
Il progetto si concretizza nell'inclusione di ambienti virtuali online all'interno delle comunità educative, attraverso l'introduzione della Piattaforma Virtuale MOODLE (con codice aperto, gratuito).13 Si propone un sistema online che permette la creazione e gestione di corsi ed aule virtuali, generando in ogni istituzione un proprio spazio virtuale, dove si incontrano docenti ed alunni, distribuiti in aule per materia, o per progetti didattici, che sono già interdisciplinari o transdisciplinari. In questo modo, ogni istituzione possiede un spazio virtuale per l'innovazione con le Tic, specialmente con risorse, attività e software disponibili online. L'adesione è libera, in modo che la popolazione potenziale del progetto includendo le quattro istituzioni, supera i 4000 beneficiari includendo diretti (docenti e alunni) ed indiretti (altri componenti e gruppi della comunità educativa).
A partire dal progetto si promuove il lavoro istituzionale integrato, stimolando i docenti attraverso il ciber-tutoraggio di cui si occupano i professori dell’orientamento. Il Progetto si è sviluppato durante i tre anni che hanno visto la sua implementazione, specialmente con la promozione di capacità ed opportunità per l'integrazione digitale dell'alunno e del docente. Soprattutto, il progetto mira ad adeguare un nuovo ambito di interazione capace di integrare differenti tipi di mezzi-software, ed un mezzo-spazio motivante, che potenzi la capacità di apprendere, partecipare ed integrarsi, degli adolescenti, dei giovani e dei docenti che appartengono a gruppi socialmente più depressi.  
Tra il 2006 e il 2009 il progetto ha sperimentato 2 fasi e ora si trova nella fase di gestazione della terza ed ultima tappa. Durante la prima fase (2006 e 2007), si svilupparono le idee iniziali per stabilire la cooperazione tra l'USAL ed il CERP. Si crearono spazi di comunicazione e forum dove si espressero le aspettative rispetto a quello che poteva offrire un ambito condiviso di lavoro, formazione ed assistenza. L'Università di Salamanca offrì lo spazio virtuale e la Piattaforma Moodle, e in questo modo venne stabilito un piano di formazione, includendo l'abilitazione per l’uso del software e dei mezzi associati allo stesso. Si sviluppò un corso che utilizzava come valutazione finale il disegno e l’esecuzione di un progetto di aula per ogni docente partecipante. Si iniziò, allora, a promuovere l'innovazione attraverso le TIC e la produzione di proposte educative motivanti ed inclusive da parte degli studenti. In questa prima tappa, 25 docenti e più di 500 studenti parteciparono e svilupparono esperienze di innovazione creando aule virtuali che integravano diversi mezzi, risorse ed attività disponibili in Moodle. In questa tappa, l'aula virtuale si assume come ambiente complementare all'aula in presenza, in modo che il professore approfitta dello spazio per creare forum di scambio con i suoi studenti, proporre compiti e adeguare i contenuti agli alunni. Di questa tappa risaltano come risultati globali: l'inclusione digitale degli alunni; l'abilitazione in competenze tecnologiche di gestori istituzionali, docenti e studenti; un’alta componente di ciber-tutoraggio regolato dalle necessità dei partecipanti; la creazione di spazi alternativi di comunicazione ed interazione docente - alunno; la promozione di progetti inter e transdisciplinari; la creazione di contenuti digitali innovativi e riutilizzabili; l'aumento della motivazione nell'alunno evidenziata da una maggiore partecipazione nel trattamento dei temi, nel coinvolgimento positivo rispetto ai compiti in classe e nel miglioramento del rendimento del gruppo.
Nel 2008 si sviluppò la seconda fase del progetto. Partendo delle aspettative e richieste dei docenti che avevano partecipato dal principio dell'implementazione della piattaforma Moodle, e di quelli che si incorporavano per la prima volta, si diede una quota di aule virtuali per ogni istituzione al principio dei corsi, in modo che quei docenti interessati ad integrare gli ambienti virtuali nelle loro pratiche di insegnamento disponessero di una o più aule virtuali per il lavoro con i loro alunni. Il compito di formazione e tutoraggio sviluppato dall'USAL venne completato e fortificato grazie al lavoro collaborativo di assistenza che portarono a termine i docenti che erano stati già formati durante la prima tappa, rispetto ai docenti che iniziavano l'applicazione di MOODLE. Qualcosa di simile avvenne nella popolazione di alunni. Questo fu il primo indizio del livello di empowerment che cominciò a generare l'iniziativa. In quell'anno, la popolazione di partecipanti attivi raggiunse gli 80 docenti (a  differenti livelli di inclusione e formazione TIC) e 4000 utenti alunni. Ai risultati globali della prima fase si sommano: l'incorporazione di nuovi docenti all'esperienza di innovazione, la nascita di iniziative di inclusione TIC da parte di alunni che proposero la creazione di Blog ed ambienti online nelle loro Comunità educative, il rafforzamento delle azioni di cooperazione tradotto nell'assegnazione di nuove risorse da parte dell'USAL per compiti di volontariato in presenza, lo stabilire due istanze annuali di dibattito e retroalimentazione del Progetto TIC, e la replica del lavoro da parte di altre istituzioni che seguono il modello del progetto. 

5. Il progetto nel futuro e la terza fase di concretizzazione

Al culmine del 2008 un gruppo di docenti di ogni istituto propose di creare per ogni istituzione una Piattaforma Moodle propria, amministrata, organizzata e progettata da ogni Comunità. In questo momento il Progetto si trova in quella che è stata denominata la terza fase, caratterizzata dall'empowerment dei partecipanti che assumono la leadership dell'inclusione delle TIC all'interno delle loro istituzioni. A partire da questa istanza viene caldeggiata la formazione di una squadra docente di riferimento all’interno di ogni istituzione, integrata da docenti che si sono impegnati per favorire l'incorporazione delle Tic nella loro istituzione, specificamente attraverso l'implementazione della Piattaforma MOODLE come linea di azione dentro il Progetto istituzionale. Ciò implica una nuova prospettiva di lavoro. In primo luogo, il Proyecto USAL CERP rimane - per un tempo limitato - unicamente come segno e referente per l’orientamento del processo di inclusione, non tanto come fornitore dell'ambiente virtuale e dell'assistenza tecnica. D'altra canto, si parte dall'uso di aule virtuali come esperienza particolare del docente o di un gruppo di docenti, verso l'incorporazione in un ambiente di lavoro di profilo comunitario, un mezzo pedagogico condiviso, una risorsa per l'innovazione ed un ambiente per l'interazione interistituzionale, potenziando la ricerca e lo scambio di esperienze. 

6. Conclusioni

In America Latina, la mancanza di compensazione delle disuguaglianze socioeconomiche e l'accesso segmentato alle offerte educative di qualità, costituiscono due handicap strutturali che riducono il potere trasformativo che potenzialmente hanno i processi di innovazione educativa che si appoggiano alle TIC.
Come si è potuto apprezzare nel progetto di cooperazione qui descritto, una trasformazione educativa reale penetra nei contesti locali, incarna un senso storico istitutivo e si affanna per il superamento degli svantaggi e delle esclusioni - individuali e collettive - appoggiando l'estensione di offerte educative flessibili, idonee e qualificanti che aiutino a potenziare lo spiegamento di competenze e conoscenze, come favorire l'oggettivazione delle proprie richieste ed interessi.
A partire da una proposta educativa più incisiva e compensatoria, le TIC rappresentano un ambito strategico per la riforma e l'innovazione educativa e rivestono, secondo noi, un ruolo preponderante nello sviluppo di nuove offerte e programmi di formazione che articolino le offerte educative e le domande socioculturali e allo stesso modo permettano di diminuire l’abbandono scolastico, ridurre il fallimento accademico e rifondare il contenuto includente della proposta educativa.
 

 

1 Cfr. CEPAL, AECID (Agencia Española de Cooperación Internacional para el Desarrollo), SEGIB (Secretaria General de Iberoamérica) & OIJ (Organización Iberoamericana de Juventud), Juventud y cohesión social en Iberoamérica. Un modelo para armar. Santiago de Chile, CEPAL, 2008

2 Cfr. Tenouit, N., Towards a World network for digital solidarity. Conferencia del II Encuentro Internacional TIC para la Cooperación al Desarrollo. Gijón, 11, 11 y 12 de febrero de 2009. [Fecha de consulta: 09/04/2009]. http://encuentro2009.fundacionctic.org/?q=es, 2009,  pág. 2

3 Cfr. Nafrías, I. (2007): Web 2.0. El usuario, el nuevo rey de Internet, Madrid, Gestión, 2000

4 Cfr. Aparicio, P., Jóvenes, educación y sociedad en América Latina: Los retos de la integración en un contexto de creciente pluralización cultural y segmentación socioeconómica. En P. Aparicio & D. de la Fontaine (Coord.). Diversidad cultural y desigualdad social. Desafíos de la integración global. El Salvador, Heinrich Böll Stiftung, 2008, pp. 155 – 198

5 Cfr. Martínez, F. (Comp.), Redes de comunicación en la enseñanza. Las nuevas perspectivas del trabajo corporativo, Barcelona: Paidós, 2003

6 Cfr. Aires, L. & Azevedo, J. (Coord.), Comunidades virtuais de aprendizagem e identidades no ensino superior. Projeto: @prende.com, Porto, Universidade Aberta, 2007, p. 37

7 Cfr. Filipe, A., Comunidades online de sucesso. Minerva Coimbra. Coimbra, 2008.

8 Cfr. Sunkel, G., Las Tecnologías de la Información y de la Comunicación (TIC) en la educación en  América Latina. Una exploración de indicadores. Santiago de Chile, CEPAL, 2006.

9 Cfr. Tedesco, J. C., Las TICs y la desigualdad educativa en América Latina. Tercer Seminario sobre Las Tecnologías de Información y la Comunicación y los desafíos del aprendizaje en la Sociedad del Conocimiento. Santiago de Chile, CEDI/OCDE, 2005

10 Cfr. Aparicio, P. & Silva Menoni, M., Educación, heterogeneidad cultural e integración de las nuevas generaciones en un contexto global. El aporte de las TIC para la transformación educativa en América Latina. En APARICIO, Pablo (Coord.) Desde la diversidad hacia la desigualdad: ¿destino inexorable de la globalización? [monográfico en línea]. Revista ElectrónicaTeoría de la Educación: Educación y Cultura en la Sociedad de la Información. Vol. 9, nº 2. Universidad de Salamanca. [Fecha de consulta: 02/04/2009]. http://www.usal.es/~teoriaeducacion/rev_numero_09_02/n9_02_apariciosilva.pdf , 2008

11 Cfr. Cabero, J., Comunidades virtuales para el aprendizaje. Su utilización en la enseñanza. Conferencia presentada en Eduweb 2005 (Valencia – Carabobo – Venezuela), Sevilla,  Universidad de Sevilla, 2005

12 Cfr. OEI, Metas Educativas 2021: la educación que queremos para la generación de los bicentenarios, Madrid, OEI, 2008

13 Cfr. Hernández, C., Moodle como plataforma de enseñanza para la adquisición de habilidades en información, Madrid, UNED, 2005

 

 

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