RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO I / N. 2 - 1 giugno 2005 - EDA e DIRITTI
 

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BUONE PRATICHE

Il Programma Cittadiniamoci

Federico Batini

La democrazia si impara e si vive tutti i giorni! L'anno 2005 è l'Anno europeo della cittadinanza attraverso l'educazione. L'obiettivo è il lancio, in tutta Europa, di una campagna di diffusione e di applicazione delle politiche e dei programmi d'educazione alla cittadinanza elaborati dal Consiglio d'Europa.

Se l'educazione è un investimento per il futuro, l'educazione alla cittadinanza è un investimento per il futuro democratico d'Europa. La democrazia non è un acquisizione, né un concetto astratto. Esige investimento e azioni responsabili dei cittadini nel quotidiano. In un'epoca dove i giovani disertano gli uffici elettorali e la vita pubblica e politica, è urgente porsi la questione dell'educazione alla cittadinanza democratica - un investimento a lungo termine per la promozione dei diritti umani, della tolleranza e del pluralismo culturale.

(Consiglio d'Europa: Anno europeo della cittadinanza attraverso l'educazione).

 

 

Il concetto di cittadinanza

 

La cittadinanza nella storia ha conosciuto un lungo processo di evoluzione.

Sin dai tempi di Aristotele la cittadinanza non apparteneva a tutti: donne, schiavi e meteci ne erano esclusi. L'Impero Romano utilizzava la cittadinanza proprio come strumento di integrazione, progressivamente infatti estende il diritto ad essere chiamato cittadino romano ai popoli ed ai territori che entrano a far parte dell'impero romano. In età moderna, con la formazione degli stati nazionali, la logica della cittadinanza diventa uno strumento di differenziazione: sono cittadini di un dato stato coloro che vi abitano o, meglio, vi sono nati. La cittadinanza dunque coincide con i confini dello stato nazionale. Al concetto di cittadinanza con il tempo si lega il possesso di diritti individuali, cioè di diritti che rientrano nella sfera privata, per Aristotele invece il cittadino era colui che poteva partecipare all'amministrazione della giustizia ed esercitare il diritto di prendere parte alle assemblee popolari. Il progressivo accentuarsi della sfera dei diritti privati porta in secondo piano l'ambito di intervento pubblico del cittadino, ambito nel quale il concetto stesso di cittadinanza era nato.

L'accento viene posto, sempre più, sulla proprietà, in particolare la borghesia in epoca moderna afferma l'inviolabilità e l'intoccabilità dell'ambito della proprietà privata così che si produce uno strano rovesciamento secondo il quale spesso l'ambito pubblico della cittadinanza è condizionato proprio dalla sfera economica per cui persino il diritto di voto viene posseduto o meno su base censitaria (diritto di voto legato al requisito del possesso di un reddito minimo).

Quando in Italia si arriva alla formazione dello stato unitario i requisiti per l'esercizio del diritto di voto sono: essere di sesso maschile, saper leggere e scrivere ed avere un certo reddito. Queste pesanti restrizioni fanno sì che abbiano diritto al voto soltanto il 2% della popolazione, una percentuale davvero bassa, tra questi inoltre soltanto il 50% lo esercita. In conclusione i votanti reali rappresentavano l'1% della popolazione, 1% che prende decisioni anche per il restante 99%.

Soltanto nel 1919 le donne saranno ammesse al pubblico impiego (tranne che in magistratura e nel comparto militare) senza bisogno dell'autorizzazione maritale. L'estensione del voto politico alle donne avvenne per decreto legge, in data 1 febbraio 1945; per l'elettorato passivo (ovvero il diritto d essere elette), dimenticato significativamente in quell'occasione, si dovette attendere un successivo decreto, del marzo 1946, a ridosso delle elezioni amministrative.

 

L'Italia e la sanzione legislativa della cittadinanza attiva

 

Con il referendum del 7 ottobre 2001 il popolo italiano ha confermato la volontà di cambiare la Costituzione , in particolare con la modifica dell'articolo 118 viene introdotto per la prima volta il compito, per i cittadini, di concorrere alla costruzione della Repubblica, infatti l'articolo 118 adesso recita:

Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principî di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell'articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali. Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

 

Involuzioni delle democrazie?

 

Se dunque da una parte pare che vi siano sempre maggiori strumenti di affermazione della cittadinanza dall'altra vediamo come seppure la cittadinanza dovrebbe costituire un valore per tutte le società democratiche, il suo tragitto appare però ancora faticoso ed, in gran parte da compiere.

Colin Crouche , rileva come un'analisi delle democrazie presenta due scenari possibili: indicherebbe infatti una forbice che si allarga enormemente in direzione di un numero sempre maggiore di democrazie, negli ultimi venticinque anni, o una forbice che si restringe a seconda dei criteri utilizzati per rilevare il sistema politico realmente in vigore. Vengono spesso definite democrazie una molteplicità di paesi che mancano di uno dei fondamenti intrinseci legati al concetto di democrazia rappresentativa: l'espressione libera e volontaria del diritto di voto (espressione, si noti bene, non possibilità di.). Senza fare la fatica di addentrarsi in dati e rapporti è sufficiente notare come già nelle democrazie occidentali di più antico retaggio la disaffezione all'esercizio del diritto/dovere di voto si faccia sempre più consistente sino a coinvolgere non più forme di contestazione minoritarie ma, in molti casi, la maggioranza della popolazione avente diritto.

 

Il programma Cittadiniamoci

 

In risposta a queste tendenze ed urgenze l'associazione Pratika ha deciso, assieme ad altri partner, di promuovere una serie di azioni legate ai temi della cittadinanza, dei diritti e della partecipazione.

"Cittadiniamoci" è un progetto che nasce per iniziativa dell'agenzia formativa Pratika di Arezzo e che ha come obiettivo l'aumento della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, partecipazione che mai come in questo periodo ha subito un arretramento: risultato del profondo cambiamento nel rapporto tra generazioni e tra i sessi, ma anche tra culture "altre" e nuove forme di appartenenza e di identità.

La partecipazione, per essere reale, non può prescindere da una reale conoscenza dei propri diritti e dei propri doveri, di come si articoli il nostro "sistema democratico" o di quali possibilità goda un cittadino per esercitare la sua partecipazione. Tutto questo, però, riconoscendo anche la complessità che deriva dalla moltiplicazione delle appartenenze e delle identità e scegliendo, perciò, un modello inclusivo che riduca la marginalità e riconosca l'autonomia del cittadino e che miri dunque anche a nuove forme di partecipazione e di democrazia diretta anche per ovviare ad una certa "crisi" della democrazia rappresentativa.

Il progetto pur rivolgendosi ad un pubblico vasto, ha identificato due destinatari principali: i cittadini tout court ai quali sono state rivolte una serie di azioni informative ed alcuni "gruppi di interesse" ossia gruppi circoscritti, soprattutto giovanili, a livello locale e per tipologie di utenze, con le quali sia possibile, anche tramite il coinvolgimento diretto degli Enti e delle Scuole, impostare spazi di lavoro e di discussione, ma anche ampliare le possibilità reali di partecipazione.

Il progetto si compone dunque di azioni informative (manifesti, pieghevoli, librettini, cartellonistica, seminari aperti); di azioni formative (percorsi di sensibilizzazione, animazioni, seminari informativi, percorsi di formazione ai formatori); di azioni di riflessioni ed elaborazione (convegni, azioni formative, forum, focus group, produzione di volumi) e partecipazione (apertura di maggiori spazi di partecipazione attiva e diretta in collaborazione con gli Enti locali aderenti).

 

La campagna di promozione ed informazione si avvale della disponibilità di testimonials, di grandissima fama, scelti dal mondo dello spettacolo, della musica e della cultura (che hanno dato la propria disponibilità gratuita). Tra gli altri: Carlo Lucarelli, Gianmarco Tognazzi e Pau cantante dei Negrita.

Al progetto, inoltre, hanno aderito tra gli altri: AUSER nazionale (associazione che conta oltre 200.000 iscritti); il Forum Nazionale per l'Educazione degli adulti; e varie amministrazioni comunali ed Enti locali.

Il progetto partito inizialmente, nel 2003, a livello locale (Arezzo) si è poi dispiegato nell'intero centro Italia.

E' stata realizzata l'antologia Ho diritto ai diritti , a cura di Federico Batini e Simone Giusti (edizioni Noreply). Si tratta di uno zibaldone di scritture per la difesa e la promozione dei diritti civili: un libro che vuole raccogliere le testimonianze (sotto forma di racconti e poesie) di artisti, narratori, poeti, autori ed altri personaggi disposti a condividere un'idea di cittadinanza e di partecipazione alla vita pubblica come strumento di empowerment, allo scopo di favorire la capacità di scelta degli individui e trasferire il potere di scelta a chi ne è frequentemente escluso. Tra gli autori: Laura Barile, Elisa Biagini, Franco Buffoni, Dan Fante, Valerio Magrelli, Raul Montanari, Marco Vichi.

E' stata realizzata una ricerca sulla fascia d'età compresa tra i quattrodici ed i diciotto anni per rilevare le conoscenze e le informazioni possedute in merito alle istituzioni, ai personaggi, alle forme della politica locale e regionale (su un campione di oltre 300 ragazzi/e).

 

Dal 2 al 17 aprile 2005 si è svolta, ad Arezzo, nella prestigiosa cornice di Palazzo Chianini Vincenzi, la mostra d'arte ad ingresso gratuito HO DIRITTO AI DIRITTI (lo stesso titolo dell'antologia), esperienza unica nel suo genere raccoglie le opere di 24 artisti, non soltanto italiani, che hanno affrontato il tema della Cittadinanza e dei Diritti; la mostra ha coinciso straordinariamente con il tema che la Comunità Europea ha voluto individuare per il 2005 (Anno Europeo della Cittadinanza).

Le opere sono in vendita per sostenere altre azioni del progetto Cittadiniamoci, vi sono ancora opere disponibili e visionabili per chi volesse sostenere il progetto.

 

All'interno della Mostra è stato realizzato un percorso didattico sui diritti rivolto alle scuole, visitato da migliaia di ragazzi/e con la collaborazione di associazioni ed organizzazioni sindacali: Pratika, Amnesty International, Ucodep, Unicef, CGIL-CISL-UIL, AUSER Nazionale, FederConsumatori, COFIR e Creatika. Il percorso didattico può essere noleggiato per recuperare parte delle ingenti spese sostenute per la realizzazione della mostra.

Attualmente in distribuzione il volume STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE (recensito in questo stesso numero della Rivista LLL), Edizioni Erickson, Trento, 2005 (a cura di Federico Batini e Gloria Capecchi) collana Comunità e persone (collana diretta da Pratika e l'Altra Città).

Sono stati distribuiti gratuitamente in Toscana oltre 15.000 libretti con i volti dei testimonial sopra ricordati e tutte le informazioni relative a cittadinanza e strumenti di accesso alle pubbliche amministrazioni nonché l'intero testo della Costituzione Italiana.

Cittadiniamoci è un cantiere aperto, sono gradite idee, proposte, collaborazioni.

Per maggiori informazioni sul progetto, sulla campagna, sui volumi realizzati, sulle opere d'arte ancora disponibili è consultabile il sito: www.pratika.net (Pratika: tel 0575380468 info@pratika.net).

 

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Le presenti riflessioni hanno avuto più organico sviluppo in: Federico Batini, Alessio Surian, a cura di, Caccia al tesoro. La business agenda delle riforme educative e i percorsi di resistenza , ETS, 2004.
  2. Colin Crouch, 2003, Postdemocrazia , Bari, Laterza.

 

 

LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
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