RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO I / N. 2 - 1 giugno 2005 - EDA e DIRITTI
 

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BUONE PRATICHE

L'approccio REFLECT: "rivoluzionare" il concetto di educazione per dare voce e potere alle comunità discriminate nei paesi del Sud del mondo

Paola Giuliani

Reflect nasce in risposta all'eccessiva standardizzazione di molti programmi tradizionali di alfabetizzazione per adulti. L'approccio si è evoluto sin dal 1993 attraverso la realizzazione di tre progetti pilota coordinati da ActionAid Uganda, El Salvador e Bangladesh.

L'idea iniziale era semplice: fondere il pensiero teorico di Paulo Freire con le metodologie di visualizzazione pratica caratteristiche del PRA (Participatory Rural Appraisal), un approccio di valutazione partecipativa utilizzato a livello rurale per identificare bisogni e priorità di sviluppo delle comunità.

Reflect prende forma concreta nei Circoli di persone, ognuno dei quali elabora i propri materiali di apprendimento attraverso la realizzazione di mappe, calendari, matrici e diagrammi che hanno l'obiettivo di sistematizzare le conoscenze pre-esistenti dei partecipanti e di analizzare le problematiche a livello locale e comunitario.

Qui risiede l'innovatività di Reflect come strumento di analisi e lettura della realtà concreta: mentre imparano a leggere e a scrivere, i partecipanti ai Circoli tracciano la propria personale descrizione del contesto in cui vivono, elaborando al contempo piani di sviluppo locale di pratica applicazione.

La caratteristica più peculiare dell'approccio è che non si tratta di un pacchetto universale: deve essere adattato per rispondere alle esigenze del contesto locale, consentendo un utilizzo creativo dei suoi strumenti e delle sue tecniche. Ne è un esempio il fatto che l'approccio ha un nome in 37 lingue differenti, ed è realizzato in ben 62 paesi del Sud e del Nord del mondo.

 

Reflect in azione

Ogni esperienza Reflect, nella sua unicità, offre spunti preziosi di osservazione, riflessione, apprendimento e condivisione a vari livelli. Ho personalmente sperimentato in numerose occasioni l'entusiasmo, la partecipazione, i progressi delle persone nei Circoli Reflect in diversi paesi del mondo, più recentemente in Sud Africa.

L'attività dei Circoli in questo paese affronta in particolare questioni di potere, ownership e governance . La storia dell'apartheid ha infatti impedito alle persone di vivere nel concreto la democrazia: la cultura del silenzio continua ad essere una realtà, soprattutto tra le donne e nelle aree rurali, e i Circoli Reflect devono far fronte a queste difficoltà, a volte anche alla presenza di facilitatori che non creano spazi adeguati di partecipazione.

In Sud Africa i Circoli si confrontano con i piani di sviluppo dei governi locali, in conseguenza del cambiamento dei confini municipali dopo la fine del sistema dell'apartheid. Ora le municipalità includono zone abitate sia da neri che da bianchi, e gli assessori locali hanno una serie di problematiche sociali non immaginabili negli anni della segregazione razziale: un esempio per tutti, elevati tassi di criminalità.

Per gli anziani di una comunità nella provincia di Mpumalanga (nel nord del paese), prendere coscienza grazie a Reflect, che i furti ai loro danni avvenivano nei giorni di ritiro delle proprie pensioni e che era necessario contrastare questa situazione, ha voluto dire attivarsi per coinvolgere la polizia locale in modo efficace, rafforzando la propria capacità di interloquire con gli uffici locali del governo e di esigere il rispetto dei propri diritti a godere appieno dei servizi sociali.

Nel contesto sudafricano, i Circoli Reflect cominciano con l'analizzare il significato di "democrazia", per poi osservare e mappare i servizi sociali presenti nell'area, discutendo le aree di miglioramento di questi servizi e valutandone l'efficacia. Con la nomina di partecipanti dei Circoli al forum locale, è stato possibile chiedere conto alle autorità locali dei servizi che sono in grado di garantire, arrivando anche ad influenzarne le decisioni.

Frank (facilitatore Reflect dell'organizzazione IDASA) ci ha detto ".abbiamo chiamato il nostro circolo 'Kopang' che significa 'uniamoci'.all'inizio abbiamo identificato nove problemi, gli stessi in ogni area. I problemi sono il nucleo centrale del processo Reflect: vengono sezionati, discussi, analizzati, poi si procede a pianificare e ad agire, ad esempio scrivendo una lettera. E' a questo punto che si rende necessario acquisire capacità di scrittura e di calcolo".

 

L'esperienza che ho vissuto più di recente è stata quella della Vukuzenzele Reflect Community Organisation (VRCO) nella township di Orange Farm, uno dei numerosi "ghetti" neri nell'area di Johannesburg: 3 milioni di abitanti, gran parte dei quali vive sotto la soglia della povertà. "Svegliati e fai da solo!" - questa la traduzione del nome in zulu dell'organizzazione, con cui ActionAid International collabora da qualche tempo.

In un'area di questa enorme distesa di baracche, abitata da circa 300mila persone, è attiva VRCO, organizzazione nata sui principi ispiratori di Reflect. L'incontro del Circolo a cui ho assistito era incentrato sul "business life cycle", a partire da una comparazione con lo "human life cycle": circolo composto da donne, che discutevano le sfide da affrontare nei differenti stadi di sviluppo del piano.

L'esperimento nuovo e la sfida per VRCO è proprio la nascita e la crescita dell'organizzazione stessa attraverso le riflessioni e i processi Reflect: interessantissimo il processo partecipativo che ha portato dalla fondazione dell'associazione da parte di alcuni membri della comunità, all'attivazione di una struttura di governance con la scrittura dell'atto costitutivo, la nomina dei membri del consiglio direttivo, la definizione di un comitato di gestione ed altre forme di auto-gestione.

Per i suoi membri, VRCO è un'esperienza di democraticità vissuta da protagonisti, a livello individuale e comunitario.

 

Le caratteristiche dell'approccio Reflect

Reflect è fondato su 9 principi chiave:

  1. E' un processo politico , basato sul riconoscimento che raggiungere il cambiamento e una maggiore equità sociale è una questione politica: significa sostenere le persone nella lotta per l'affermazione dei propri diritti di base, sfidare le ingiustizie per modificare la propria posizione nella società

  2. Creazione di spazi democratici , nei quali la voce di ogni persona abbia lo stesso peso e i diritti siano rispettati. Ciò implica un'azione instancabile e continua per sfidare le culture locali ove spesso le relazioni di potere tra le persone sono la causa di disuguaglianza e discriminazione

  3. E' un processo intensivo ed esteso : quasi mai breve o sporadico, richiede continuità di contatto e confronto tra i partecipanti per produrre un cambiamento. Evidente il punto di contatto con la definizione tradizionale di "educazione"

  4. Parte dall' esperienza e dalla conoscenza concreta : non prevede l'importazione di nozioni o il trasferimento di conoscenza, ma evita di cadere nel rischio dell'accettazione di opinioni e pregiudizi che impediscano la realizzazione di genuini spazi democratici. Una parte del processo prevede l'accesso dei partecipanti a informazioni e idee nuove per poter ampliare la propria comprensione della realtà. E' fondamentale trovare il punto di equilibrio tra un'analisi esclusivamente locale e l'imposizione di analisi esterne.

  5. Riflessione/azione/riflessione : in un circolo continuo, la riflessione acquisisce significato se è seguita dall'azione, nella sfera pubblica o privata, individuale o collettiva, di impatto grande o limitato

  6. Strumenti partecipativi : sono fondamentali per assicurare un contesto democratico, aperto alla partecipazione di tutti. Oltre ai classici strumenti di visualizzazione, sono incoraggiate anche altre forme espressive quali il teatro, la drammatizzazione, le canzoni, la danza, i video, la fotografia.

  7. Analisi del potere : le dimensioni multiple del potere e delle stratificazioni sociali devono sempre essere al centro della riflessione e le azioni devono essere orientate al cambiamento dei disequilibri di potere che provocano disuguaglianza: di genere, classe sociale, casta, razza, gerarchia, status, lingua, abilità fisiche o intellettuali.

  8. Promuovere la capacità di comunicare : il focus è più sull'utilizzo pratico di tali capacità, per le quali il metodo prevede tuttavia anche una fase iniziale di apprendimento tecnico

  9. Coerenza e auto-organizzazione : è un approccio da utilizzare in modo sistematico, affinché consenta ai gruppi la gestione autonoma del processo.

 

Ad oggi, sono oltre 2 milioni gli adulti che hanno preso parte attiva ad un processo Reflect; la metodologia continua inoltre a diffondersi e ad adattarsi ai differenti contesti locali.

Una revisione indipendente operata su 13 valutazioni esterne di Reflect nel 2001 ha evidenziato un'elevata e interessante gamma di impatti. I risultati quantitativi e qualitativi che dimostrano una trasformazione reale nella vita delle persone sono molteplici: dall'acquisizione delle conoscenze basilari di alfabetizzazione nell'arco di un anno (per il 65%, 60% e 68% dei partecipanti rispettivamente nei tre progetti pilota in El Salvador, Bangladesh e Uganda), al rafforzamento dell'autostima attraverso progressi nel campo della salute e dell'igiene personale e alla ridiscussione dei ruoli di genere; dall'incremento del tasso di iscrizione scolastico (in particolare per le bambine) all'aumento della produttività agricola e della sicurezza alimentare attraverso la diversificazione dei raccolti e la diffusione di pratiche cooperative, fino ad arrivare ad un maggiore coinvolgimento e controllo da parte delle persone stesse all'interno dei progetti di sviluppo comunitario.

NOTE

  1. Reflect: Regenerated Freirean Literacy through Empowering Community Techniques, www.reflect-action.org
  2. ActionAid International è un'organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell'esclusione sociale; agisce principalmente attraverso programmi a lungo termine in Asia, Africa e America Latina. Nei paesi più ricchi l'organizzazione coinvolge i cittadini, le imprese e le istituzioni, evidenziandone le responsabilità nei confronti delle comunità più emarginate del Sud del mondo.

 

 

LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
Rivista registrata presso il Tribunale di Firenze n. 5414 del 01 marzo 2005
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