RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO I / N. 2 - 1 giugno 2005 - EDA e DIRITTI
 

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Centralità del soggetto: diritto di cittadinanza

Aureliana Alberici

È indubbio che negli ultimi vent'anni si è assistito a numerose trasformazioni che, per loro intensità, velocità e capacità pervasiva hanno portato il mondo contemporaneo a configurarsi sempre più come società-mondo. Attraverso l'integrazione di un sistema complesso di interdipendenze, grazie allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni, si è entrati in quella che si è definita l'era della complessità, dei cambiamenti.

È all'interno di tale contesto che l'apprendimento durante l'intero corso della vita diviene priorità fondamentale nell'agenda politica di molti paesi e di organismi internazionali.

La metafora che si è maggiormente diffusa è indubbiamente quella della società della conoscenza e/o dell'apprendimento. In questo ambito la conoscenza e l'apprendimento si presentano come concetti chiave, capaci di mettere in luce i caratteri specifici, inediti delle moderne società complesse e, insieme, la direzione o l'orizzonte possibile del futuro.

Il concetto di apprendimento si dilata, travalica la dimensione specifica dei percorsi di istruzione e di formazione, intesi come fasi definite della vita degli individui, per declinarsi come una potenzialità che si può realizzare durante tutta la vita e in una pluralità di situazioni: sul posto di lavoro, a casa, in gruppo, da soli, non solo, quindi, in quelle che sono definite le sedi e le organizzazioni formali finalizzate all'istruzione.

L'educazione sta divenendo un processo permanente che va oltre le attività specificamente realizzate nelle istituzioni scolastiche e formative, coinvolgendo sempre più gli stessi soggetti in età adulta o comunque gli individui al di fuori delle sedi cosiddette formali dell'istruzione. L'educazione permanente rinvia alla possibilità di un processo di formazione/apprendimento che coinvolga gli individui lungo il corso della loro esistenza, abbracciando i diversi ambiti di vita: professionale, privato, familiare, sociale.

La si può concepire come un concetto, un obiettivo, una metodologia, una pratica, una politica che oggi si orienta progressivamente alla creazione delle condizioni per lo sviluppo delle reali possibilità di apprendere a tutte le età - lifelong learning .

Con il concetto di lifelong learning si viene a sostanziare il principio dell'educazione permanente in un'ottica che sposta l'attenzione dalla prevalente dimensione istituzionale del percorso scolastico al soggetto e ai suoi bisogni di formazione.

Diviene obiettivo primario delle politiche istituzionali e dell'iniziativa dei soggetti sociali la creazione di un sistema integrato di educazione degli adulti che offra agli individui opportunità di formazione il più possibile vicine ai soggetti tanto in termini di bisogni quanto di possibilità di accesso a tali opportunità.

Ciò al fine di sollecitare gli individui a cooperare attivamente in tutte le sfere della vita pubblica, attraverso un'organizzazione che permetta loro di conciliare lavoro, aspettative personali e formazione lungo l'intero corso della vita, dando così risposta ai bisogni e alle esigenze del contesto del vivere quotidiano.


Nella learning society il sapere e le conoscenze sono il nuovo capitale a fondamento strutturale dell'economia e dello sviluppo sociale. Gli individui si giocano la loro maggiore o minore libertà, autorealizzazione e autonomia, sulla capacità o meno di accedere ai saperi, alle competenze, in generale all'apprendimento.

 

L'accento viene posto sulla capacità umana di creare ed usare le conoscenze in maniera efficace ed intelligente.

Nella società della conoscenza, gli individui stessi, il loro sapere, le loro competenze, sono la risorsa. Ma gestire un proprio progetto di vita e rispondere dinamicamente alle continue sfide del vivere sociale, del lavoro, comporta la necessità di acquisire, mantenere e sviluppare durante il corso della vita i saperi, le capacità, le competenze a ciò necessarie.

Con la metafora della learning society l'attenzione si concentra su un concetto di sistema sociale in cui 'la conoscenza' è leva emergente per lo sviluppo socioeconomico e l'apprendimento si configura come condizione per il funzionamento e la salute del sistema stesso. Una concezione di sistema in cui la dimensione strutturale si interseca sempre più con la valorizzazione delle cosiddette risorse immateriali dei sistemi il cui cuore sono le risorse umane.

 

L'intreccio indissolubile tra la trasformazione della società e quella dei suoi membri, sono aspetti costitutivi e necessari affinché il sistema possa vivere e il suo funzionamento si orienti all'innovazione.

La definizione data alla società della conoscenza enfatizza gli aspetti di permanenza e di processualità dei percorsi formativi, in tutte le dimensioni della vita associata e individuale caratteristica del mondo globalizzato. L'attenzione si sposta sulla centralità del soggetto nella formazione, e sul suo bisogno di orientamento per l'apprendimento permanente, cosicchè tali concetti si configurano sempre più come parole chiave dell'Eda.

E' indubbio però che pur essendo l'apprendimento quella impresa individuale relativa alle diverse biografie che rende ogni soggetto unico, esso si realizza sempre in un quadro sociale, e nella mediazione culturale con il contesto in cui l'esperienza si produce. Ciò consente di comprendere anche uno degli aspetti che caratterizzano la cosiddetta 'era dell'apprendimento', e cioè il fatto per cui l'apprendimento ha smesso di riferirsi solo agli individui e ha assunto diverse identità sociali. La famiglia, il gruppo, l'azienda, il lavoro, sono stati legittimamente considerati come categorie e luoghi di possibile apprendimento, come sistemi che apprendono e, in tale senso, sono sostanza di ogni ipotesi di sistema formativo integrato.

E' dentro questo nuovo spazio teorico-operativo, derivato dall'esplosione-dilatazione della categoria dell'apprendere, che gli individui si giocano la realizzazione personale e la cittadinanza sostanziale, sulla capacità o meno di accedere ai saperi, alle competenze, in generale all'apprendimento e di saperli mantenere e sviluppare durante tutta la vita nei diversi contesti organizzativi, sociali, professionali e territoriali.

 

Di qui un'attenzione del tutto inedita per l'esperienza di vita degli individui, le biografie, nelle quali si realizzano i vissuti e si manifestano le possibilità non vissute e i potenziali di sviluppo, anche formativi. La centratura sul soggetto è un assunto rilevante nell'ambito dell'Eda. Esso comporta, in modo esplicito, la mobilitazione delle risorse interne, cioè soggettive, degli individui. Risorse soggettive che interagiscono in modo dialettico con il contesto e che non possono mobilitarsi a prescindere da esso.

I processi di adultizzazione vengono così interpretati sulla base di variabili che si riferiscono non a un'astratta identità adulta, ma a gruppi o a singoli, alla collocazione di uomini e di donne, nei diversi contesti che costituiscono la traccia su cui si svolgono i corsi di vita e nei quali è possibile trovare le risorse più significative per l'apprendimento in età adulta.

Emerge su questo terreno di riflessione l'importanza del concetto di costruzione soggettiva del significato.

 

Il processo di significazione fondato sul presupposto che tutto quello che riguarda lo sviluppo degli esseri umani, la crescita umana, può essere compreso soltanto nella relazione con le dinamiche sociali e culturali attraverso cui esso si manifesta.

L'attività principale di tutti gli esseri umani, dovunque si trovino, è quella di estrarre significato dai loro incontri con il mondo. Ed è questo processo di creazione del significato che influenza tutto ciò che gli individui fanno, ciò in cui credono e anche ciò che sentono sul versante emotivo.

In questo senso la categoria concettuale di attribuzione di significato diviene il paradigma della dimensione sempre "locale" (come culturalmente connotata e situata) del lifelong learning , anche nella società globale. Di qui la rilevanza di tale categoria per un approccio teorico al tema del sistema formativo nei contesti.

 

Si viene qui a mettere in rilievo l'unicità e irripetibilità di ogni autentico percorso di formazione nel quale diviene vincente la ricerca, attraverso le molteplici vie e i diversi contesti o spazi dell'apprendimento permanente, di quelle strategie di pensiero e di azione, che consentono di dare un significato a se stessi e al proprio mondo.

Questa capacità di scoprire, attribuire, modificare significati nei confronti del sé e degli altri, si realizza sempre all'interno di contesti definiti e sul piano operativo, presuppone la disponibilità di un repertorio di attrezzi, cognitivi, affettivi e relazionali, e proattivi che si manifestano nell'esercizio quotidiano del lavoro e della cittadinanza. Ne deriva la qualità strategica che si attribuisce a tali competenze-risorse anche per poter continuare ad apprendere.

 

Abbiamo detto che il concetto di apprendimento si riferisce ad un'attività/potenzialità squisitamente soggettiva, anche se essa si esprime sempre e solo nei contesti, è culturalmente mediata, e sul versante dell'attribuzione di senso condivisa. Si tratta comunque sempre di un processo che si realizza a partire da una situazione data, nella quale si mettono in campo determinate procedure e si agisce per perseguire il risultato.

 

Un altro concetto significativo è certamente quello che rinvia alla dimensione olistica dell'educazione. Un'educazione, cioè, proiettata verso un'idea di crescita e di formazione degli individui, concepiti come persone integrali nella ricchezza e complessità delle loro dimensioni e potenzialità soggettive. Ma ciò ci conduce immediatamente a fare emergere una correlazione significativa tra sviluppo della democrazia e ruolo e funzione delle conoscenze e delle competenze, in una parola della formazione nella vita degli individui e della società. In questo senso lo sviluppo di una società in cui il sapere e la conoscenza costituiscono risorsa individuale e collettiva "includente" si presenta come una necessità costitutiva e strutturale, per un ordine sociale e politico fondato sulla democrazia. Si tratta di considerare la dimensione conoscitiva della società come la condizione reale per l'esercizio dei diritti di cittadinanza.

Anche per promuovere il diritto al lavoro, quindi per l'occupabilità e contro l'esclusione lavorativa, sono sempre più necessarie, oltre alle competenze tecniche specifiche, competenze trasversali e strategiche, saperi di base a livello medio-alto per la sempre più rilevante presenza di componenti immateriali nel lavoro.

 

 
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LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
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