RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO I / N. 2 - 1 giugno 2005 - EDA e DIRITTI
 

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RECENSIONE

Aureliana Alberici,
Imparare sempre nella società della conoscenza,
Bruno Mondatori, Milano, 2002

a cura di Daniela Pietripaoli

Società della conoscenza, educazione degli adulti, apprendimento lungo il corso della vita come diritto di cittadinanza sono i paradigmi su cui si costituisce la trama del volume di Aureliana Alberici.
Il libro si snoda sull’assunto del carattere conoscitivo e riflessivo della modernità, delle società contemporanee. Nella moderna complessità sociale e individuale vengono a costituire i caratteri e lo scenario sia la disponibilità ad apprendere e la possibilità di farlo durante l’intero corso della vita sia il bisogno di riflessività e di un uso sempre più multidirezionale del lavoro del pensiero.
            L’Autrice fa una riflessione sull’istruzione e sulla formazione nella prospettiva della learning society, di una società del lifelong learning, dove imparare è aspetto strutturale e permanente nella vita degli individui e delle collettività.
            Non si può affrontare la complessità del vivere quotidiano, il rischio del cambiamento, la pluralità di ruoli a cui donne e uomini devono rispondere, la velocità dei cambiamenti e la molteplicità delle transizioni, senza un lavoro costante di apprendimento. Imparare sempre, quindi, per orientarsi, per scegliere, per agire nei diversi contesti, carriere e ruoli. ‘Imparare sempre’ per sviluppare un pensiero creativo e responsabile.
            Si è assistito negli ultimi anni, anche nell’ambito della stessa educazione degli adulti, all’affermarsi di concetti quale lifelong learning, con una particolare attenzione alle learning organizations e più in generale ai bisogni formativi emergenti nella learning society. Ciò ha fatto crescere l’attenzione sul ruolo delle conoscenze nello sviluppo economico e sociale. Si è accentuata la consapevolezza che la sola risorsa su cui puntare per affrontare il nuovo, per contrastare esclusione e disgregazione, per promuovere uno sviluppo umano finalizzato alla prosperità e al benessere di tutti, sta nella dimensione creativa e riflessiva dell’agire umano, cioè nell’esercizio consapevole delle proprie conoscenze e nello sviluppo delle competenze.
            L’apprendimento come esercizio critico del pensiero, le competenze come sapere in azione, non solo per risolvere i problemi di lavoro e della vita quotidiana, ma anche per comprendere e interpretare il ‘nuovo’. Il bisogno di ‘sapere’, la capacità di orientarsi e di fare scelte, la gestione lungo tutta la vita delle proprie competenze procedurali, divengono assi portanti di ogni biografia e caratteri specifici dei processi formativi. Qui si colloca la riflessione teorico-concettuale che costituisce la trama del volume e che capovolge la concezione tradizionale dell’educazione degli adulti.
Non dunque un ambito di studi e di pratica formativa aggiuntiva ai percorsi di istruzione e di formazione istituzionali, prevalentemente riservata agli esclusi, ma un momento specifico di un processo che si sviluppa durante tutta la vita e che riguarda tutti, dall’immigrato al dirigente. Nella learning society nessuno è colto e competente una volta per tutte.
            Nel testo viene messo in risalto il fatto che l’educazione degli adulti non è più uno spazio riservato alle pratiche emancipatorie, ma il terreno per le politiche formative e per i percorsi individuali finalizzati alla facilitazione e all’ottimizzazione delle possibilità di apprendere sempre.
            Di qui deriva quella che l’Autrice definisce la ‘necessità di ripensare il campo della ricerca e delle politiche dell’istruzione e della formazione, nonché il superamento della concezione dell’educazione degli adulti come una fase del processo educativo successiva a quelle ad alto potenziale di apprendimento, individualmente e socialmente deputate all’istruzione’. Oltre l’educazione degli adulti, verso una prospettiva di lifelong learning, che modifica radicalmente i tempi e la qualità dei processi di istruzione e di formazione durante tutta la vita dei singoli e delle collettività. Lifelong learning come possibilità per gli individui di essere attori sociali di un processo permanente di apprendimento. Lifelong learning come strategia per lo sviluppo delle risorse umane e come nuovo orizzonte di responsabilità per i decisori istituzionali e per i soggetti sociali ed economici. Lifelong learning come diritto di cittadinanza: ognuno deve avere la possibilità di raggiungere un livello di conoscenza, di competenza, di abilità, in una parola, di formazione, che lo metta in condizione di essere cittadino della società in cui vive. Lo sviluppo della democrazia, sostiene l’Autrice, potrà essere promosso a partire dal fatto che il maggior numero possibile di individui non siano pregiudizialmente definiti ed esclusi dall’avere o non avere attraversato i percorsi scolastici istituzionali, o comunque dal possedere gli alfabeti di cittadinanza.
            La società della conoscenza e l’apprendimento durante il corso della vita costituiscono il quadro di riferimento attraverso cui l’Autrice ha riconsiderato la nozione di adulto e di adultità: di fronte ai molteplici cambiamenti di cui la nostra società è testimone, appare sempre più evidente la necessità di individuare un nuovo modo di leggere e ridisegnare le possibili e diverse identità adulte. Identità che l’Autrice definisce come ‘trame, percorsi di costruzione degli individui’, ma anche come ‘indispensabili fulcri per l’orientamento dei processi di sviluppo della società’. Si tratta cioè di portare a fondo il tentativo, assai importante anche nella ricerca sull’educazione degli adulti, di considerare in modo sinergico le due diverse interpretazioni di adulto e di adultità (l’una intesa come area temporale della vita degli individui misurata prevalentemente sui compiti evolutivi, l’altra intesa come differenziazione funzionale rispetto ai compiti sociali); di fare, quindi, interagire queste dimensioni con una dimensione dell’età adulta come cura di sé, come maturità che si esprime nel bisogno e nella capacità riflessiva su se stessi, sul proprio percorso e anche nella proiezione di un futuro possibile, che già si manifesta in terze e quarte età. Vengono qui riletti alcuni aspetti degli orientamenti teorici sui processi di apprendimento in età adulta. Inoltre vengono presentati le opere di alcuni studiosi che possono essere particolarmente ‘stimolanti’ in questa prospettiva: da Peter Jarvis (experiential learning), a Jerome Bruner (apprendimento reciproco e competenza narrativa) a Malcolm Knowles (modello andragogico).
            L’ultima parte del testo nasce da un’attenzione sui seguenti temi: il riorientamento dei sistemi di istruzione e formazione, lo sviluppo della literacy (cioè del possesso di competenze alfabetiche funzionali a livello medio-alto); le politiche formative per il lavoro, dalla formazione continua alla formazione delle nuove professionalità dei knowledge workers.
            Il libro nasce da una riflessione su questi temi che l’Autrice ha sviluppato in molti anni di lavoro teorico e pratico sulle strategie dei processi educativi e sulla qualità, efficacia ed efficienza dei sistemi di istruzione e di formazione nei confronti della nuova domanda di formazione individuale e sociale, e vuole essere un ‘momento di riflessione’ per quanti si occupano di queste tematiche.

 

 

LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
Rivista registrata presso il Tribunale di Firenze n. 5414 del 01 marzo 2005
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