RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO I / N. 2 - 1 giugno 2005 - EDA e DIRITTI
 

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RECENSIONE

Federico Batini e Gloria Capecchi (a cura di),
Strumenti di partecipazione. Metodi, giochi e attivitą per l'empowerment individuale e lo sviluppo locale,
Erikson, Trento, 2005

a cura di Daniela Pietripaoli

 

In un Paese democratico hanno senza dubbio un ruolo importante istruzione, educazione e formazione. Non soltanto per ribadire la competitività e il grado di sviluppo di un paese, ma perché attraverso la trasmissione culturale si forniscono categorie per l'interpretazione del mondo, delle cose, delle esperienze umane.

I significati che l'individuo attribuisce alla realtà che lo circonda hanno a che fare con la cultura alla quale appartiene e il sistema di istruzione-educazione-formazione contribuisce in modo rilevante alla costruzione di senso e di significato.

L'attenzione comincia a spostarsi dalla quantità dell'informazione a disposizione e dalle modalità d'accesso e trattamento delle stesse alla centralità che il soggetto viene ad assumere nei processi formativi e produttivi. L'accento viene posto sulla capacità umana di creare ed usare le conoscenze in maniera efficace ed intelligente, su basi in costante evoluzione.

Nella learning society gli individui stessi, con il loro 'capitale', diventano la risorsa. Ma gestire un proprio progetto di vita e rispondere dinamicamente alle continue sfide del vivere sociale, comporta la necessità di acquisire, mantenere e sviluppare durante il corso della vita i saperi, le capacità, le competenze a ciò necessarie.

In una società così configurata, in cui primaria importanza acquisiscono i saperi individuali e collettivi, sussiste tuttavia il rischio di esclusione prodotta dalla divisione sociale tra coloro che sanno dare un senso al mondo che li circonda, coloro che sanno soltanto utilizzare le informazioni e coloro che non sanno neppure di non sapere, rimanendo così 'esclusi' all'interno della comunità di appartenenza. Rispettare l'obiettivo dell'inclusione piena e attiva degli individui nella società in cui vivono, essere cittadini 'attivi', vuol dire poter partecipare, se non a tutti i processi sociali, almeno a quelli più significativi. Promuovere la partecipazione sociale significa infatti promuovere la cittadinanza.

Come si può contribuire alla partecipazione attiva dei singoli individui alla vita pubblica e alla promozione di tutti quei processi relazionali che favoriscono l'attività delle persone all'interno delle comunità di appartenenza?

Il testo Strumenti di partecipazione. Metodi, giochi e attività per l'empowerment individuale e lo sviluppo locale , volume a cura di Federico Batini e Gloria Capecchi, offre un vasto repertorio di strumenti operativi al fine dello sviluppo e della crescita dei singoli soggetti e delle comunità verso l'inclusione e la partecipazione sociale.

I principi a cui gli autori si riferiscono sono quelli stabiliti dalla carta di Aalborg: la sussidiarietà (le decisioni devono essere delegate al livello amministrativo più basso, per renderle il più vicino possibile ai cittadini e alle realtà locali), la condivisione (il principio per cui è bene che alle decisioni partecipino attivamente tutte le forze economiche e sociali così da ottenere un'effettiva condivisione degli obiettivi da perseguire e delle azioni da intraprendere da parte di tutti i soggetti di una comunità), l'integrazione (lo sviluppo non può concretizzarsi senza l'integrazione delle azioni intraprese a diversi livelli, superando la divisione dei settori specifici di intervento).

Il volume si suddivide in due parti. La parte prima riguarda gli strumenti e tecniche per l' empowerment dei soggetti: da lo strumento per la creazione di nuove idee: il brainstorming (Gloria Capecchi) all''ascolto attivo' (Simone Giusti), dall'' open space technology ' (Claudio Melacarne), e dallo 'studio dei casi' (Claudio Melacarne) al ' focus group ' (Federico Batini), alla 'lezione partecipata' (Federico Batini) e al 'lavoro di gruppo' (Daniela Avallone).

La seconda parte riguarda, invece, gli strumenti e tecniche per l' empowerment delle comunità, cioè tutti quegli strumenti e tecniche che hanno come scopo precipuo un'azione di cambiamento sociale (e che quindi trovano nel lavoro con le comunità locali il loro campo di applicazione ideale): da nuovi modi di riunirsi per imparare, 'i circoli di studio' (Alessandro Forzoni, Andrea Valdambrini, Andrea Guarguaglini), a metodi di analisi finalizzati allo sviluppo delle comunità di appartenenza come 'l'analisi di comunità' (Federico Batini) e 'l' action planning ' (Federico Batini e Filippo Tantillo), sino a promuovere nuove figure sociali come i ' peer educator ' (Simone Giusti). Inoltre vengono analizzati gli strumenti alternativi per la risoluzione dei conflitti: ' alternative dispute resolution ' (Federico Batini), le innovative forme di relazione fra amministratori e cittadini - ' outreach ' - (Simone Giusti), una progettazione partecipata degli spazi e dello sviluppo sostenibile delle città: il ' planning for real ' (Gloria Capecchi) e 'l'e uropean awareness scenario workshop ' (Andrea Caldelli). Viene, inoltre, analizzato il ' mapping ' (Davide Bazzini), strumento che consiste nel lavorare in termini formativi ed educativi sul rapporto tra mappe naturali e mappe culturali, per costruire una conoscenza partecipata dei luoghi e delle società.

Gli strumenti e le metodologie raccolte in questo volume costituiscono un contributo per rendere sia i processi di istruzione e di formazione sia la vita delle comunità locali maggiormente empowered , ossia sempre più gestite dai soggetti 'in situazione' (cioè dai soggetti in formazione e dai cittadini).

Il volume è un ottimo strumento operativo, una guida pratica, ed è rivolto a tutti coloro che vogliono fare dell'istruzione, dell'educazione e della formazione occasioni favorevoli per amministrare e progettare localmente e per costruire un'autentica democrazia partecipativa. Gli strumenti raccolti nel volume hanno in comune un obiettivo di sviluppo e di crescita dei singoli soggetti e delle comunità che quei soggetti costituiscono, in direzione dell'inclusione e della partecipazione sociale.

 

 

LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
Rivista registrata presso il Tribunale di Firenze n. 5414 del 01 marzo 2005
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