RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO I / N. 2 - 1 giugno 2005 - EDA e DIRITTI
 

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RECENSIONE

"A Manual on Human Rights Education with young people", Compass, Bruxelles 2005.

a cura di Luisa Marcantonini

 

Il testo presenta un approccio globale alla materia dei diritti umani ed alle sue molteplici manifestazioni attraverso una approfondimento che abbraccia i tre aspetti fondamentali dei diritti: la conoscenza, le competenze e l'attenzione all'uguaglianza delle opportunità; proprio perché il testo è indirizzato ad un target quanto più vasto possibile, anche le attività trattate sono state affrontate seguendo tale filosofia e possono essere adottate con un pubblico di diverse età ed in contesti educativi formali, non formali ed anche informali. Prima di aprire sui contenuti specifici, l'attenzione si focalizza sulla necessità di chiarire che cosa significhi "diritti umani" ed "educazione ai diritti umani"; questo perché , sebbene in alcune parti del mondo si parli già di terza generazione di diritti umani riferendoci all'uguaglianza delle opportunità e delle possibilità di conoscenza, in molti altri Paesi si parla appena di diritti umani di prima generazione. Mentre l'Unione Europea sostiene il diritto alla conoscenza, i concetti di educazione permanente ed economia della conoscenza basate sui lifelong learning processes , in altre parti del mondo il riconoscimento della libertà personale degli individui pare già un grandissimo balzo in avanti. Gli autori infatti sono molto prudenti nell'affrontare il tema dell'educazione ai diritti umani in relazione alle diverse culture e sottolineano quanto una formazione rivolta soprattutto ai giovani possa dare un significativo input alla diffusione di concetti come: il rispetto di sé e degli altri, l'importanza dello sviluppo umano sia a livello locale che a livello globale, il valore delle relazioni umane, la valorizzazione delle identità di genere e la consapevolezza della ricchezza implicita nella diversità.

 

Il manuale presenta numerosi aspetti innovativi che si individuano nell'abilità degli autori nel coniugare la difficile tematica dei diritti umani a metodologie partecipative che richiamando l'aspetto attivo dell'educazione e l'intrinseca intenzionalità del processo formativo, veicolano attività pensate per tutte le etnie e tipologie di giovani e meno giovani "cittadini globali".

 

Altro punto di forza è rappresentato dal team dei redattori, un gruppo di otto giovani provenienti ciascuno da un diverso Paese ed appartenenti ad una differente corrente religiosa; ciò ha consentito al testo di assumere la caratteristica fondamentale dell'internazionalità e della particolare adattabilità ad ogni situazione umana e sociale. L'obiettivo principale del testo è stimolare i giovani e tutti coloro che si interessano a tali tematiche ad una graduale riflessione sul senso e sull'uso dei concetti come "diritti umani", con il proposito di innescare un processo di progressiva "coscientizzazione" e ragionamento sul senso che tali termini assumono nella cultura di origine, senza la pretesa di indurre radicali cambiamenti di pensiero, né di costruire un modello universalmente valido di intendere e praticare l'educazione ai diritti umani. L'attenzione alle diverse peculiarità culturali di ciascuna nazionalità insieme ad un'accurata analisi sui modi differenti di pensare, agire, pianificare e sentire di ciascun essere umano è accuratamente mantenuta nel testo, in cui ovunque, ci sono richiami sia alla dimensione interculturale dell'educazione ai diritti che alla comprensione dell'altro, intesa come esperienza empatica e partecipata con l'altro.

 

Educare ai diritti umani significa contribuire alla creazione di una cultura che valorizzi innanzi tutto l'uguaglianza delle possibilità e delle scelte, la parità delle opportunità e contribuisca ad instaurare una giustizia sociale e promuovere la democrazia, ove questa non è ancora stata affermata. Il diritto alla libertà, il diritto all'uguaglianza ed il diritto alla solidarietà vengono affrontati nel testo attraverso diverse prospettive che vanno dall'educazione alla pace , all'educazione ambientale, all'educazione alla legalità, all'educazione all'esercizio della cittadinanza attiva, fino all'educazione interculturale ed all'educazione al rispetto per l'altro che si pone come comun denominatore veicolante le altre tipologie.

Mettere i giovani in condizione di assumere delle proprie posizioni e dar loro l'opportunità di costruire autonomamente e criticamente il proprio pensiero critico è una delle maggiori pratiche di diritti umani su cui il testo pone una particolare enfasi attraverso l'esaltazione dell'attivismo e della partecipazione alle pratiche educative da parte degli stessi formandi .

Il manuale si propone come una sorta di "cassetta degli attrezzi" che offre combinazioni sempre nuove e con diversi livelli di difficoltà per la realizzazione di quella cultura dei diritti umani veicolata dall'Unione Europea e supportata da un'ampia partnership internazionale.

 

Il testo è facilmente consultabile e si presta all'uso anche da parte dei meno esperti del settore formativo, lo si può scaricare in formato pdf direttamente dal sito internet http://eycb.coe.int/compass/en oppure riceverlo a casa su ordinazione; entro la fine dell'anno saranno disponibili traduzioni in tutte le lingue dell'UE. Un testo sicuramente vivace, ben scritto, assortito e curioso per gli spunti e ben organizzato che un formatore merita di conoscere ed ovviamente anche integrare con i propri suggerimenti ed esperienze occorre soltanto mettersi in contatto con la redazione.

 

 

 

 

 

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