RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO I / N. 2 - 1 giugno 2005 - EDA e DIRITTI
 

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RECENSIONE

Guetta S., Del Gobbo G.,
I Saperi dei Circoli di Studio
ed. Del Cerro, Pisa 2005

a cura di Francesca Marchi

In una società in continua evoluzione, in cui, tuttavia, cresce rapidamente lo squilibrio tra ricchezza e povertà, in una società democratica, che tende però alla massificazione e al dominio delle menti; in una società in cui conoscenze nuove e apprendimento continuo sono essenziali alla qualità della vita e ai vari settori di essa (lavoro, partecipazione politica,.), in una tale società risulta evidente che la dimensione educativa deve essere attenta alle interconnessioni dinamiche della vita sociale e dei suoi elementi.

L'educazione deve essere in grado di articolare una risposta consapevole e responsabile ai bisogni individuali di costruzione attiva dell'apprendimento, ai bisogni di partecipazione e di sviluppo delle potenzialità umane.

La sfida del nostro tempo di realizzare la Knowledge society, si accompagna alla sfida in ambito educativo di costruire uno spazio di apprendimento all'interno del corso della vita, con l'obiettivo della formazione di un cittadino europeo, che fa della qualità del suo sistema di conoscenze una priorità per gestire con soddisfazione e pienezza la sua esistenza, ma anche per garantire alla società europea un capitale umano, individuale e collettivo che crei benessere e sviluppo diffuso nel mondo.

In questo senso è necessario sviluppare nuove politiche dell'apprendimento lungo tutto il corso della vita per i cittadini in grado di alimentare il loro sistema di saperi, soprattutto a livello qualitativo.

In questo scenario i Circoli di Studio giocano un ruolo specifico: essi sono chiamati a realizzare l'incremento dei saperi degli adulti, riconoscendo un ruolo centrale e attivo al soggetto in formazione nella costruzione del processo conoscitivo. Essi rientrano nel contributo che l'educazione non formale degli adulti può dare alla costruzione del cittadino che della qualità del suo sistema di conoscenze fa una priorità per gestire con soddisfazione e pienezza la sua esistenza, ma anche per garantire alla società un capitale umano, individuale e collettivo, che crei benessere e sviluppo.

Il testo presenta la proposta formativa dei Circoli di Studio, già sperimentata con successo in altri Paesi europei, che si sta sempre più diffondendo nel territorio italiano, come un percorso formativo di educazione non formale di Lifelong Learning e come esperienza di cittadinanza attiva.

Il Circolo rappresenta un dispositivo formativo in grado di ribaltare la tradizionale impostazione del rapporto domanda/offerta: l'utenza non si limita ad aderire ad un'offerta strutturata dalle agenzie formative istituzionali o meno, ma esprime i propri bisogni di formazione e trova nel Circolo un supporto e un luogo per la costruzione di nuovi saperi.

 

"La questione del processo formativo può essere vista almeno da due angolature: dal versante dell'azione formativa che viene realizzata e dal versante del soggetto che è in formazione. Nel primo caso, l'attenzione è portata sul "sistema formazione": gli apparati, le strutture e i mezzi, gli operatori, gli interventi, le strumentazioni metodologiche e tecniche. E' la dimensione dell'offerta di formazione. Nel secondo caso, la focalizzazione è sul soggetto in quanto portatore di una domanda di formazione ed elaboratore di una risposta che lo forma"

 

La metodologia che sta alla base di questa proposta vede l'educazione degli adulti non solo come riscatto sociale o come recupero di abilità mancanti, quanto piuttosto come un continuo processo di formazione caratterizzato da una ricerca, spesso autonoma e autogestita, di risposte formative capaci di soddisfare i nuovi bisogni di conoscenza che si vanno sviluppando nei sistemi di relazione sociale, culturale, sempre più articolati e complessi.

Questa prospettiva di una formazione autogestita sotto la supervisione di un tutor vuole superare la visione dualistica del dare e ricevere educazione, del sapere contrapposto al non sapere, dell'insegnare e dello studiare, così ancora fortemente presente nelle molte azioni educative pensate e proposte anche per gli adulti.

 

Non esistono particolari limiti alla materia di studio che i partecipanti possono scegliere: il contenuto viene proposto e costruito dai partecipanti al Circolo, grazie anche al supporto di un tutor e all'intervento di eventuali esperti.

La struttura organizzativa del Circolo garantisce la realizzabilità dei percorsi prima attraverso l'individuazione di modalità di espressione della domanda e quindi di gestione della risposta/offerta. Il modello organizzativo propone un'articolazione sostanzialmente riconducibile a tre momenti fondamentali: induzione ed espressione della domanda, incontro domanda - offerta; assistenza e monitoraggio dei Circoli di Studio.

 

In tutte le fasi è previsto il coinvolgimento dei soggetti in formazione: a partire dall'individuazione della domanda fino alla costruzione e gestione della risposta e alla definizione dei possibili sviluppi. Siamo di fronte a modalità partecipate e concetrate, che favoriscono una ridistribuzione dei poteri educativi, basilare per un'educazione degli adulti in grado di restituire ai soggetti poteri di progettazione, controllo e trasformazione delle condizioni educative.

Il testo propone una lettura dei Circoli di studio come modello in grado di supportare un'educazione degli adulti che abbia come focus lo sviluppo del soggetto: come teoria e metodo di cambiamento autodiretto dal soggetto stesso. L'idea di apprendimento descritta dalle autrici pone l'accento sulla dimensione partecipata, che coinvolge il soggetto nella sua completezza e nelle sue diverse dimensioni del conoscere, che supera il dualismo conoscitivo dato dalla separazione tra il pensare e il sentire. Il modello di apprendimento permanente nei tanti luoghi e nei diversi temi della vita, garantisce ad ogni cittadino la piena liberazione del potenziale conoscitivo e attraverso essa la produzione e la socializzazione dei saperi integrati del sentire e del pensare in un ambiente a misura della dignità umana e della salvaguardia della natura.

Il volume costituisce il primo lavoro sistematico sui Circoli di Studio sia in termini di buone pratiche in età adulta, sia come modello operativo nel sistema educativo locale.

 

 

 

Orefice P., Introduzione al processo formativo. Modelli di lettura, dinamica del processo, posizione dell'operatore , in Cambi F., Orefice P., (a cura di), Fondamenti teorici del processo formativo. Contributi per un'interpretazione , Napoli, Liguri, 1996

 

 

LLL - Focus on Lifelong Lifewide Learning
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