RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ISSN: 2279-9001
 

INDICE

 

 

 

 

NORME REDAZIONALI

Gli articoli proposti a LLL dovranno essere consegnati in formato word (o compatibili) in cartelle standard di circa 3000 battute, spazi inclusi, con formati massimi di 15 cartelle per le ricerche, di 6 cartelle per i contributi teorici, di 5 cartelle per le buone pratiche e per le esperienze dai territori, di 3 cartelle per recensioni, note, notizie ed altro. Ogni articolo sarà preceduto da un abstract in italiano ed inglese. Nel caso di contributi in italiano è fortemente consigliata anche la redazione di una cartella o due di sintesi del proprio contributo in inglese.

Ogni articolo recherà, solo all'inizio (per facilitare la preparazione dei file anonimi per la revisione con il metodo del “doppio referaggio cieco”), nome e cognome per esteso dell'autore, ente, università, associazione, azienda, agenzia di appartenenza (o altro), ruolo rivestito, contatto mail e telefonico (si prega di attenersi a quanto indicato). Nel caso di più autori, i nomi vanno elencati in ordine alfabetico (per cognome).

I titoli dei contributi debbono essere sia in italiano che in inglese. I titoli dei paragrafi debbono essere chiari e brevi, si suggerisce di evitare sottoparagrafi. Vanno evitate le composizioni in neretto (o grassetto), sottolineato, minuscolo spaziato e integralmente in maiuscolo.

Nota bene: il contributo deve essere inedito e non deve costituire ripetizione di altro articolo o porzione di esso, non deve essere compreso in un volume già edito né in volume la cui pubblicazione è prevista per l'anno di uscita del numero della Rivista.

Sono ammessi eventuali brevi note di commento a piè' di pagina (solo se utili) e note bibliografiche in chiusura. La bibliografia deve essere specifica e solo relativa a quella usata nell'articolo, non sono apprezzate bibliografie generali riportanti testi non legati al tema del contributo.


Note bibliografiche finali

Una corretta citazione bibliografica di opere monografiche è costituita dalle seguenti parti, separate fra loro da virgole:

-Autore, in tondo alto il cognome seguito dalll’iniziale del nome puntata ; da omettere se l’opera ha soltanto dei curatori o se è senza attribuzione. Se vi sono più autori, essi vanno posti uno di seguito all’altro, in tondo e separati fra loro da una virgola, omettendo la congiunzione ‘e’;

- anno di edizione tra parentesi, e, in esponente, l’eventuale numero di edizione, in cifre arabe tonde;

-Titolo dell’opera, in corsivo alto/basso, seguìto dall’eventuale Sottotitolo, in corsivo alto/basso, separato da un punto.

Se il titolo è unico, è seguìto dalla virgola; se è quello principale di un’opera in più tomi, è seguìto dalla virgola, da eventuali indicazioni relative al numero di tomi, in cifre romane in maiuscoletto, omettendo ‘vol.’, seguìte dalla virgola e dal titolo del tomo, in corsivo alto/basso, seguìto dall’eventuale Sottotitolo, in corsivo alto/basso, separato da un punto;

- eventuale numero del volume, se l’opera è composta da più tomi, omettendo ‘vol.’, in cifre romane in maiuscoletto;

- eventuale curatore, in tondo alto, preceduto da ‘a cura di’, in tondo minuscolo. Se vi sono più curatori, essi, in tondo alto, seguono la dizione ‘a cura di’, in tondo minuscolo, l’uno dopo l’altro e separati tra loro da una virgola, omettendo la congiunzione ‘e’;

-luogo di edizione, in tondo alto/basso;

-casa editrice, o stampatore per le pubblicazioni antiche, in tondo alto/basso;


Esempi di citazioni bibliografiche di opere monografiche:

GIUSTI S. (2011), Insegnare con la letteratura,Bologna, Zanichelli.

GIUSTI S., BATINI F., DEL SARTO G. (2007), Narrazione e invenzione, Trento Erickson.

DE PISIS F., (a cura di Bruno De Pisis, 1987), Le memorie del marchesino pittore, Sandro Zanotto, Torino, Einaudi.

BATINI F., SURIAN A. (a cura di, 2008), Competenze e diritto all'apprendimento, Massa, Transeuropa.

GIANNONE U.F. et alii (1974), La virtù nel Decamerone e nelle opere del Boccaccio, Milano-Napoli, Ricciardi.

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Una corretta citazione bibliografica di articoli èditi in opere generali o seriali (ad es. enciclopedie,

raccolte di saggi, ecc.) o del medesimo autore oppure in Atti è costituita dalle seguenti parti, separate fra loro da virgole:


-Autore, in tondo alto il cognome seguito dall’iniziale puntata del nome; da omettere se l’articolo ha soltanto dei curatori o se è senza attribuzione. Se vi sono più autori, essi vanno posti uno di seguito all’altro, in tondo alto/basso e separati fra loro da una virgola, omettendo la congiunzione ‘e’;

- anno di edizione tra parentesi tonda e, in esponente, l’eventuale numero di edizione, in cifre arabe tonde;

-Titolo dell’articolo, compreso da virgolette “...”, seguìto dall’eventuale Sottotitolo, anch'esso all'interno delle virgolette, separato da un punto;

-Titolo ed eventuale Sottotitolo di Atti o di un lavoro a più firme, preceduto dall’eventuale Autore (o curatore, seguito da “a cura di”, compreso tra parentesi): si antepone la preposizione ‘in’, in tondo minuscolo, e l’eventuale Autore va in tondo alto/basso (sostituito da Idem o Eadem, in forma non abbreviata, se è il medesimo dell’articolo), il Titolo va in corsivo alto/basso, seguìto dall’eventuale Sottotitolo, in corsivo alto/basso, separato da un punto;

- eventuale numero del volume, se l’opera è composta da più tomi, omettendo ‘vol.’, in cifre romane in maiuscoletto;

-luogo di pubblicazione, in tondo alto/basso; casa editrice, o stampatore per le pubblicazioni antiche, in tondo alto/basso;


PETRELLI S., La stampa a Roma e a Pisa. Editoria e tipografia, in La stampa in Italia. Cinque secoli di cultura, II, Leida, Brill, 2002, pp. 5208.

BATINI F. (2002), “Le proposte del FME e il contesto italiano”, in: A. Surian (a cura di), Un’altra

educazione è possibile. Forum Mondiale dell’educazione di Porto Alegre, Roma, Editori Riuniti

MARINI G, CAI S., Ermeneutica e linguistica, in Atti della Società Italiana di Glottologia, a cura di

DE JULIIS A., Pisa, Giardini, 1981 («Biblioteca della Società Italiana di Glottologia», 27), pp. 117-136.


Una corretta citazione bibliografica di articoli èditi in pubblicazioni periodiche è costituita dalle

seguenti parti, separate fra loro da virgole:

-Autore, in tondo alto il cognome seguito dall’iniziale puntata del nome; da omettere se l’articolo ha soltanto dei curatori o se è senza attribuzione. Se vi sono più autori, essi vanno posti uno di seguito all’altro, separati fra loro da una virgola, omettendo la congiunzione ‘e’;

-Titolo dell’articolo, in tondo alto/basso, compreso tra virgolette “..”, seguìto dall’eventuale Sottotitolo, in tondo alto/basso, separato da un punto;

- «Titolo rivista», in corsivo alto/basso (o «Sigla rivista», in tondo alto/basso o in maiuscoletto spaziato, secondo la specifica abbreviazione);

- eventuale curatore, in tondo alto, preceduto/seguito da ‘a cura di’, in tondo minuscolo e compreso tra parentesi. Se vi sono più curatori, essi, in tondo alto, seguono la dizione ‘a cura di’, in tondo minuscolo, l’uno dopo l’altro e separati tra loro da una virgola, omettendo la congiunzione ‘e’;

- eventuale numero di serie, in cifra romana tonda, con l’abbreviazione ‘s.’, in tondo minuscolo;

- eventuale numero di annata e/o di volume, in cifre romane tonde, e, solo se presenti entrambi, preceduti da ‘a.’

e/o da ‘vol.’, in tondo minuscolo, separati dalla virgola;

- eventuale numero di fascicolo, in cifre arabe tonde;

-luogo di pubblicazione, in tondo alto/basso (opzionale);

-casa editrice, o stampatore per le pubblicazioni antiche, in tondo alto/basso (opzionale);

-anno di edizione, in cifre arabe tonde;

- eventuali numeri di pagina, in cifre arabe e/o romane in maiuscoletto, da indicare con ‘p.’ o ‘pp.’, in tondo

minuscolo; eventuale interpunzione ‘:’, seguìta da uno spazio mobile, per specificare la pagina che interessa.

Esempi di citazioni bibliografiche di articoli èditi in pubblicazioni periodiche:

PORCELLI B, “Psicologia, abito, nome di due adolescenti pirandelliane”, RLI, XXXI, 2, Pisa, 2002, pp. 53-64:

.

DE MARCO G., “I “sogni sepolti”: Antonia Pozzi”, Esperienze letterarie, a. XIV, vol. XII, 4, 1989, pp. 23-24.


L’abbreviazione “Aa. Vv.” (cioè “autori vari”) deve essere assolutamente evitata, non avendo alcun

valore bibliografico. Può essere correttamente sostituita citando il primo nome degli autori seguìto da “et alii” o con l’indicazione, in successione, degli autori, separati tra loro da una virgola, qualora essi siano tre o quattro.

L’espressione ‘a cura di’ si scrive per esteso.

Il lineato breve unito deve essere usato per i luoghi di edizione (ad es.: Pisa-Roma), le case editrici

(ad es.: Fabbri-Mondadori), gli anni (ad es.: 1966-1972).

Gli acronimi vanno composti integralmente in maiuscoletto. Ad es.: AGIP, CLUEB, CNR, FIAT, ISBN, ISSN, RAI, USA, UTET, ecc.

I numeri delle pagine e degli anni vanno indicati per esteso (ad es.: pp. 122-146 e non 122-46; 1953- 1964 e non 1953-964 o 1953-64 o 1953-4).

Nelle abbreviazioni in cifre arabe degli anni, deve essere usato l’apostrofo (ad es.: anni ’30). I nomi

dei secoli successivi al mille vanno per esteso e con iniziale maiuscola (ad es.: Settecento); con iniziale minuscola vanno invece quelli prima del mille (ad es.: settecento). I nomi dei decenni vanno per esteso e con iniziale minuscola (ad es.: anni venti dell’Ottocento).

L’indispensabile indicazione bibliografica del nome della casa editrice va in forma abbreviata

(“Einaudi” e non “Giulio Einaudi Editore’”, citando altre parti (nome dell’editore, ecc.) qualora per

chiarezza ciò sia necessario (ad es.: “Arnoldo Mondadori“, “Bruno Mondadori”, “Salerno Editrice”).

I siti Internet vanno citati in tondo minuscolo senza virgolette qualora si specifichi l’intero indirizzo

elettronico (es.: www.libraweb.net; www.supergiornale.it). Se invece si indica solo il nome, essi vanno in corsivo alto/basso senza virgolette al pari del titolo di un’opera (es.: Libraweb; Libraweb.net); vanno in tondo alto/basso fra virgolette a caporale qualora si riferiscano a pubblicazioni elettroniche periodiche (es.: «Supergiornale»; «Supergiornale.it»).


Opera citata nel testo

Nel testo per fornire il riferimento ad un volume o articolo poi riportato per esteso nelle note bibliografiche si richiede di inserire il cognome dell'autore, tra parentesi tonda, seguito da una virgola e dall'anno di edizione es: (Kernis, 1993). Se gli autori sono più di uno sono separati da virgole (Wegener, Petty, 1994) se ci si riferisce a più volumi sono separati da punto e virgola (Kernis, 1993; Berndt, 2002). Ove sono presenti più di tre autori segnalare solo il cognome del primo autore seguito da “et al.”. Quando il cognome dell'autore è già nel testo segue solo l'anno di edizione tra parentesi, come ad es: Kernis (1993) afferma ….

Per autori con lo stesso cognome presenti nel medesimo contributo inserire l'iniziale puntata del nome. Per testi dello stesso autore editi nello stesso anno inserire lettera alfabetica (riportata anche nelle note bibliografiche finali): (Bert, 2000a).

Se si cita testualmente il cognome e l'anno sono seguiti dalla pagina (Kernis, 1993, p. 21) e la citazione è in corsivo o tra virgolette a caporale se estesa.



Brani riportati

I brani di una certa consistenza riportati vanno nel testo tra virgolette “a caporale” e, se di poesia, con le strofe separate fra loro da una barra obliqua (ad es.: «Quest’ermo colle, / e questa siepe, che da tanta parte»). Essi debbono essere riprodotti fedelmente rispetto all’originale, anche se difformi da queste norme.


Note

In una pubblicazione le note sono importanti e manifestano la precisione dell’autore.

Il numero in esponente di richiamo di nota deve seguire, senza parentesi, le virgolette a caporale in chiusura della citazione ed un eventuale segno di Interpunzione.

I numeri di richiamo della nota vanno sia nel testo che in nota in esponente.

Le note, numerate progressivamente per pagina vanno a conclusione dell’articolo se numerose (si consiglia di evitare per non appesantire la lettura se non strettamente necessarie), altrimenti vanno a piè di pagina.

Ivi e Ibidem · Idem e Eadem

Nei casi in cui si debba ripetere di séguito la citazione della medesima opera, variata in qualche suo elemento – ad esempio con l’aggiunta dei numeri di pagina – si usa ‘ivi’ (in tondo alto/ basso); si usa ‘ibidem’ (in corsivo alto/basso), in forma non abbreviata, quando la citazione è invece ripetuta in maniera identica subito dopo.



Parole straniere e varie

Vanno in carattere tondo le parole straniere che sono entrate nel linguaggio corrente, come: boom,

cabaret, chic, cineforum, computer, dance, film, flipper, gag, garage, horror, leader, monitor, pop, rock, routine, set, spray, star, stress, tea, thè, tic, vamp, week-end, ecc.

Esse vanno poste nella forma singolare.

In genere vanno in carattere corsivo tutte le parole straniere. Vanno inoltre in carattere corsivo: alter ego (senza lineato breve unito), aut-aut (con lineato breve unito), budget, équipe, media (mezzi di comunicazione), passim, revival, sex-appeal, sit-com (entrambe con lineato breve unito), soft.

Il prefisso “ex” non dev’essere seguito da lineato breve unito ma da uno spazio mobile.

Vanno evitate le composizioni in carattere neretto, sottolineato, in minuscolo spaziato e

integralmente in maiuscolo.

Vanno e vitati gli elenchi puntati e/o numerati

Le omissioni all’interno di una citazione testuale si segnalano con tre puntini tra parentesi quadre.




NB:

La lunghezza massima di ogni contributo non può superare i 45mila caratteri, spazi inclusi (per le ricerche), i 18mila per i contributi teorici, i 15mila per gli altri contributi, i 9mila per recensioni, note, notizie o altro.

Per articoli che superino la lunghezza prevista, la redazione può chiedere agli autori la riduzione.

Ogni articolo deve essere preceduto da un abstract la cui lunghezza massima non può superare i 1000 caratteri, spazi inclusi. L'abstract deve essere sia in italiano che in inglese.

Si consiglia vivamente di inviare anche la traduzione completa in inglese del contributo, specie se di ricerca o teorico.

Ogni autore, al momento in cui propone un suo contributo deve dichiarare che si tratta di un articolo non pubblicato ed impegnarsi a non proporlo ad altre riviste prima di conoscere la sua accettazione o il suo rifiuto da parte dei revisori anonimi.

La norma si applica anche agli articoli non sottoposti al sistema della revisione anonima, riguardo ai quali è la redazione a decidere l’accettazione o il rifiuto.

La redazione può richiedere anche contributi a esperti di chiara fama riguardo a un argomento: tali contributi si definiscono “articoli su invito” e tale eventualità sarà chiaramente intellegibile al momento della pubblicazione. Non vengono pubblicati i credits degli autori, a meno che non si tratti di persone che ricoprono incarichi politici o istituzionali.

I refusi evidenti in quanto tali e le piccole non conformità alle norme editoriali verranno corrette dalla redazione.

Gli articoli che non rispettano le norme concernenti il sistema di citazioni e le note bibliografiche verranno rifiutati. Il giudizio dei referee è anonimo e inappellabile.

Gli articoli non possono, per alcun motivo, essere proposti da terzi, ma debbono essere inviati alla redazione da parte del/della/degli estensori.

 

 


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