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Il 18 gennaio 2007, presso l’Università degli Studi di Foggia, si è svolto il Seminario Nazionale di Studi dal titolo “Studiare da adulti all’Università di Foggia”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Foggia.
Il Seminario rende conto degli esiti di una ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN) 2004 condotta dagli Atenei di Roma3, di Lecce, di Foggia e di Firenze intorno ai “metodi, ai modelli e agli strumenti di accoglienza, di primo orientamento e all’articolazione dell’offerta didattica per gli studenti adulti iscritti ai corsi di laurea di nuovo ordinamento”, e di cui sono stati presentati i risultati, con particolare riferimento a quelli rilevati nell’ambito dell’ateneo foggiano da parte della Responsabile dell’unità di ricerca locale, prof.ssa Isabella Loiodice. I risultati nazionali verranno presentati in un prossimo convegno nazionale che si terrà a Roma, sede del coordinamento scientifico nazionale affidato alla prof.ssa Aureliana Alberici (università di Roma3).
La ricerca – e il relativo seminario - si collocano all’interno del vivace ed articolato dibattito sulla formazione universitaria degli adulti, una realtà che tende a farsi sempre più esplicita sia sul piano quantitativo che qualitativo. Le istanze caratterizzanti l’attuale società contemporanea esigono, infatti, nuove ed inedite soluzioni educative in grado di favorire lo sviluppo di un soggetto dall’identità forte ed equilibrata nonchè di fornirlo degli strumenti adeguati a mantenere aggiornati i livelli di competenze, di conoscenze e di abilità in forma permanente. Prevalendo ormai l’idea che la formazione non può più essere circoscritta ad un tempo della vita, né a luoghi definiti, si pone in primo piano la necessità di ripensare gli interventi formativi nell’ottica del lifelong learning.
Presentando l’evento, la prof.ssa Franca Pinto Minerva, Preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo foggiano, ha opportunamente sottolineato l’esigenza - peraltro assai impellente - di riorganizzare e ridefinire l’offerta didattica universitaria in più stretta aderenza alle esigenze e alle aspettative degli studenti adulti: “La popolazione studentesca adulta rappresenta una tipologia che non si può più ignorare né dal punto di vista quantitativo né qualitativo. E’ un’utenza che si affaccia sempre più visibilmente e prepotentemente nelle aule universitarie e che chiede risposte adeguate e personalizzate per riuscire a fronteggiare le sfide complesse che la società contemporanea continuamente pone”. Questo implica, in prima istanza, l’avvio di un discorso in termini rinnovati sulla qualità della didattica universitaria, al fine fronteggiare la eterogeneità delle domande di un’utenza molto più variegata e multiforme rispetto al passato.
La sessione antimeridiana del Seminario di Studio è stata dedicata alla presentazione degli esiti della Ricerca PRIN 2004 da parte del Coordinatore Scientifico Nazionale, prof.ssa Aureliana Alberici di Roma3, e dei responsabili delle unità di ricerca locali.
La ricerca in oggetto ha inteso analizzare le variabili più significative della tipologia dell’utenza adulta (frequenza irregolare o non frequenza delle attività didattiche, difficoltà nel rapporto e nella comunicazione con l'istituzione universitaria, rigidità dei curricula, dell'offerta didattica, ed altro ancora) e, al contempo, ha avviato una riflessione sulle possibili linee di sviluppo didattiche e organizzative più idonee ed efficaci ad innalzare e migliorare il successo formativo degli studenti adulti nonché a favorire una loro piena integrazione nelle strutture universitarie.
In particolare, dal monitoraggio effettuato nei quattro atenei è emerso che un numero sempre più significativo di studenti adulti si iscrive all’università spinto dalla volontà di costruire una professionalità più definita e specializzata che gli consenta di spendere in modo efficace e produttivo le competenze acquisite. Si tratta di una nuova utenza che “pone - evidenzia Isabella Loioidice, Responsabile dell’Unità di ricerca locale dell’Università di Foggia - esplicite domande formative, formulate a partire dalla necessità di un adeguamento personalizzato alla specificità della loro condizione di studenti adulti, in riferimento sia agli aspetti curricolari sia a quelli organizzativi del percorso di studi universitario”, e che richiede, pertanto, la formalizzazione di modelli operativi efficaci finalizzati a riqualificare, innovandoli, i servizi agli studenti.
La riflessione intorno alla qualità della didattica universitaria e ai servizi agli studenti è proseguita nella sessione pomeridiana, riservata agli interventi di esperti del settore e alle testimonianze di soggetti che studiano e partecipano ad iniziative di educazione permanente.
In continuità con quanto ampiamente espresso nella sessione antimeridiana, gli interventi hanno ulteriormente evidenziato l’esigenza indifferibile di realizzare ed attivare servizi agli studenti innovativi e qualificati, finalizzati a rafforzare nei soggetti in formazione la capacità di orientarsi e di agire in una società mutevole e complessa come è quella odierna, ipotizzando futuri progetti professionali e di vita sostenibili, realistici, fattibili a partire dall’esperienza formativa in essere.
In particolare è il Bilancio di Competenze a configurarsi come metodo di orientamento formativo privilegiato per la sua peculiarità di dare “la parola al soggetto”: di sollecitarlo ad una riflessione (e valutazione) intorno alle competenze raggiunte e di valutarne la loro spendibilità nel sistema formativo o in quello professionale e, al contempo, di configurarsi come occasione di promozione di nuove competenze.
Si tratta di una pratica orientativa per soggetti adulti, utilizzata in diversi contesti operativi, dai centri per l’impiego (come emerge dalla interessante testimonianza del dott. Claudio Oliva, Amministratore delegato del Job Centre di Genova), ai servizi per il lavoro (come emerge dall’intervento di Anna Grimaldi, Dirigente ISFOL Area politiche per l’orientamento, che ha illustrato la struttura e l’articolazione di un percorso di bilancio ISFOL), all’Università (come emerge dall’esperienza del “Laboratorio di Metodologie qualitative nella formazione degli adulti di Roma3” ben illustrata dal prof. Paolo Serreri, e dall’esperienza del “Laboratorio di Bilancio di competenze dell’Università di Foggia”).
Il Seminario di Studio ha rappresentato un importante momento di confronto su una sfida difficile ma avvincente a cui le Università, oggi, devono indifferibilmente far fronte con la convinzione - come hanno sostenuto le organizzatrici del convegno - che la didattica rappresenti la strategia più opportuna nella direzione di una sempre migliore qualità dell’offerta formativa universitaria. Un’offerta formativa idonea a fronteggiare in forma qualificata e personalizzata domande di formazione molteplici e differenziate, rispetto alle quali quella relativa all’utenza adulta sta assumendo un rilievo sempre più esplicito e quindi, indifferibile.
Manuela Ladogana
Dottore di ricerca
Università degli Studi di Foggia