INDICE
A distanza di molti anni dall’Accordo tra lo Stato, le Regioni e gli Enti locali del marzo 2000 è ripreso a Roma un processo teso a costruire strutture di sistema per l’educazione permanente degli adulti secondo il modello dei Comitati locali previsti in quell’accordo.
Il contesto in cui è maturata questa iniziativa è stato il Bando FSE (Ob.3 Mis. C4) della Regione Lazio del 2002, unico bando emanato dalla Regione Lazio su quella misura, che si proponeva di dare attuazione alle linee indicate nel Documento del Marzo 2000. A distanza di tre anni sono stati approvati i progetti, tra questi, cinque progetti di sistema presentati dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche educative, in collaborazione con l’Assessorato alla Formazione professionale, finalizzati a sperimentare i Comitati locali per l’EDA.
La realizzazione di questi cinque progetti ha fatto da volano per far riprendere l’iniziativa da parte del Comune di Roma e dei Municipi intorno all’EDA.
In una città metropolitana si è dovuto affrontare, innanzitutto, il problema del rapporto tra dimensione cittadina e dimensione locale, tenendo conto che le funzioni che il Comune di Roma è chiamato ad assolvere per l’educazione permanente si strutturano nel quadro del “sistema federativo di autonomie municipali”, che riconosce i 19 Municipi del Comune di Roma come soggetto attivo nel sistema dell’EDA in un processo di dialogo e coordinamento con il Comune e in una visione armonica fondata sul principio della sussidiarietà.
In assenza di linee di indirizzo regionali, si è dovuto affrontare anche il problema degli ambiti territoriali a cui fare riferimento nella costituzione dei Comitati locali.
Si è deciso di affrontare queste questioni attraverso la sperimentazione di un modello di rapporto tra Comune e Municipi che affidasse ai Municipi attraverso i Comitati locali: la costruzione delle reti, i rapporti tra i servizi, l’informazione e la sensibilizzazione, gli interventi mirati a particolari target di popolazione adulta e al Comune: il coordinamento cittadino, i rapporti con le istituzioni (cittadine, provinciali, regionali), la promozione di ricerche per l’analisi della domanda e dell’offerta, l’indicazione di linee di indirizzo e di piani di intervento.
Nell’intento anche di pervenire ad una proposta da sottoporre alla Regione, sono stati sperimentati due modelli di ambito territoriale: un ambito riferito al singolo Municipio e un ambito intermunicipale. I Municipi coinvolti nella sperimentazione sono stati sette: nei Municipi VII, XIII, XV è stato costituito un Comitato locale per ciascun Municipio, nei Municipi I e IX, V e VI sono stati costituiti Comitati locali intermunicipali. I cinque Comitati locali sono stati istituiti formalmente tra marzo e maggio ’06, dopo un lavoro lungo e complesso durato oltre un anno e mezzo.
Per dare la dimensione dell’intervento va detto che i sette Municipi comprendono una popolazione di 1.048.696 abitanti (censimento 2004) su un totale della popolazione comunale di 2.823.201.
A livello territoriale il processo di costruzione dei Comitati locali è stato affidato ai partner strutturali dei Progetti: Municipi (Presidente, Assessore, ufficio amm.vo), Istituzioni formative del territorio: CTP, Istituti superiori con corsi serali, CFP dell’area pubblica, Scuole serali del Comune di Roma (M. I e IX) e Associazioni del terzo settore partner dei Municipi.
Nel processo di costruzione delle reti territoriali sono stati associati nei CL altri organismi: innanzitutto i Centro per l’orientamento al lavoro e i Centri per l’impiego, quindi le ASL, le Biblioteche comunali, le istituzioni culturali, i centri Informagiovani, associazioni, imprese, rappresentanti del mondo del lavoro (Organizzazioni sindacali e Organizzazioni datoriali).
La costruzione della rete è avvenuta attraverso la elaborazione di un documento di intenti condiviso da tutti i partner e attraverso un percorso di formazione/autoformazione, che ha avuto una funzione decisiva nella condivisione di analisi sui bisogni della popolazione adulta, di conoscenze riguardanti i diversi servizi territoriali, di un piano comune di lavoro.
Dal consolidamento delle reti si è passati alla formalizzazione dei Comitati locali, che stanno sperimentando un piano di azioni centrato su:
I punti di forza che abbiamo riscontrato in questo percorso sperimentale risiedono nelle risorse professionali pubbliche dei territori:
- da una parte i Municipi hanno assunto la responsabilità politica del processo e degli esiti e hanno cercato di far fronte alla debolezza delle strutture attivando le risorse professionali di cui potevano disporre;
- dall’altra l’apporto dei CTP è stato determinante per la realizzazione dei progetti;
- la stessa costruzione delle reti territoriali poggia sostanzialmente sulle istituzioni e sui servizi pubblici: i CTP, gli Istituti Superiori con corsi serali, i CFP dell’area pubblica, i COL , i CPI, le ASL, il sistema delle Biblioteche, che hanno dimostrato la volontà di fare rete, assumendo i bisogni dei cittadini come punto di riferimento per avviare processi di integrazione.
Un ulteriore punto di forza è rappresentato dall’apporto del privato sociale e dalla presenza diffusa di organismi che erogano servizi e attività che spaziano dal sostegno sociale all’offerta culturale e formativa. Questi organismi operano in sinergia con i Municipi e in collaborazione con diverse istituzioni pubbliche, anche attraverso programmi di integrazione degli interventi sociali e formativi.
A livello cittadino è stata costituita una Cabina di regia, a cui partecipano i due Assessorati promotori dei progetti, docenti delle Università “La Sapienza” e “Roma Tre”, esperti EDA, che ha svolto il ruolo di coordinamento, di supporto ai CL e di direzione delle attività di ricerca. Fondamentale è stato il lavoro svolto dall’Ufficio EDA dell’Assessorato, che si è fatto carico, in condizioni di carenza di risorse professionali e tecniche, della gestione dei progetti.
2. L’attività di ricerca
L’attività di ricerca è stata sviluppata su due direzioni: i bisogni di formazione di particolari categorie di popolazione adulta e l’offerta di formazione per gli adulti a Roma.
Una prima ricerca è stata effettuata nel Municipio XV da un’equipe di ricerca sulle potenzialità dell’offerta formativa per l’EDA nel territorio del Municipio. La ricerca è stata pubblicata ed è disponibile nel sito dell’EDA www.educazionepermanenteroma.it.
Due equipe di ricerca, coordinate dal prof. Francesco Susi (Università Roma3) e dal prof. Lucio Pagnoncelli (Università La Sapienza) hanno svolto ricerche, rispettivamente nei Municipi I, IX e XIII e nei Municipi V, VI, VII su alcuni settori della popolazione adulta: immigrati con titoli di studio e/o qualifiche professionali medio-alti e anziani giovani (Municipio V e VI); drop-out e donne in reinserimento nel mercato del lavoro (Municipio VII); immigrati, giovani e donne (Municipi I, IX e XIII). Gli esiti di queste ricerche stanno per essere pubblicati e verranno presentati in un Convegno che si terrà nel marzo prossimo.
La ricerca sull’offerta di formazione per gli adulti a Roma è stata affidata a tre ricercatori: Isabella Fortunato, Patrizia Giordano, Dario D’Orta
3. Le caratteristiche dell’offerta formativa
La ricerca sull’offerta formativa ha fatto emergere come l’offerta di formazione per gli adulti sia consistente e articolata sia nei diversi settori di formazione sia nella dislocazione territoriale.
A Roma abbiamo rilevato:
- 12 Centri territoriali Permanenti, che operano in tutti i Municipi,
- 38 Istituti Superiori con corsi serali diffusi in quasi tutti i Municipi, ma non in modo omogeneo (vi sono alcune concentrazioni, in particolare nel I Municipio, a fronte di significative carenze in altri territori, ad es. il Municipio XV),
- 13 Centri di Formazione professionale dell’area pubblica: 10 del Comune di Roma e 3 della Provincia di Roma, a cui vanno aggiunti gli Enti privati accreditati dalla Regione Lazio,
- 30 Biblioteche del Comune di Roma, diffuse in tutti i Municipi, che svolgono attività culturali e formative;
- 4 Scuole comunali delle Arti e dei Mestieri;
- i Consultori familiari delle cinque ASL, diffusi in tutti i Municipi.
Nell’area del privato sociale operano numerosi organismi, che abbiamo potuto rilevare solo nei sette Municipi che hanno partecipato alle ricerche. Tra questi si segnalano per rilevanza e diffusione le Università per la Terza età, in particolare l’UPTER, l’UNISPED, l’UNLA e l’AUSER – Università Europea Popolare.
Seguono alcuni dati sui corsi e sugli utenti delle diverse tipologie di enti e istituzioni formative rilevati nell’attività di ricerca svolta, su base cittadina, attraverso schede di rilevazione e nei Municipi partner (I, V, VI, VII, IX, XIII) con approfondimenti. I dati cittadini non riguardano la totalità degli enti, poiché non tutti gli organismi interpellati hanno risposto all’indagine. Inoltre, i dati relativi alla posizione occupazionale e ai titoli di studio degli utenti sono stati rilevati esclusivamente nei Municipi partner.
Centri territoriali Permanenti (dati relativi ai 12 CTP)
a.s. 2003/04 |
n. Corsi |
n. Iscritti |
n. attestati |
Fasce di età più rappresentate |
Posizione occupazionale prevalente |
Titoli di |
Licenza Media |
127 |
1.688 |
588 |
fino a 29 anni |
disoccupati |
senza titolo |
Italiano per stranieri |
253 |
5.044 |
1.862 |
fino a 29 anni |
occupati |
medio-alti |
Corsi brevi di alfabetizzazione funzionale |
726 |
19.855 |
7.916 |
oltre i 40 anni |
disoccupati |
medio-alti |
Corsi integrati |
17 |
487 |
305 |
fino a 29 anni |
in cerca di prima occupazione |
Licenza media, |
Tot. |
1.123 |
27.074 |
10.671 |
|
|
|
Istituti Superiori con Corsi Serali (dati relativi a 11 Istituti)
a.s. 2003/04 |
n. Iscritti |
n. diplomi |
Fasce di età più rappresentate |
Posizione occupazionale prevalente |
Titoli di studio prevalenti |
Conseguimento titolo istruzione |
2084 |
534 * |
fino a 29 anni |
occupati di sesso maschile |
|
Italiano per stranieri |
89 |
|
fino a 29 anni |
occupati in prevalenza donne |
Licenza media, diploma |
Corsi integrati |
14 |
139 |
fino a 29 anni |
|
|
* i diplomi si riferiscono agli iscritti all’ultimo anno di corso
Centri di Formazione Professionale pubblici e privati accreditati (dati relativi a 20 Centri)
a.s. 2003/04 |
n. Corsi |
n. Iscritti |
n.attestati |
Fasce d’età |
Posizione occupazionale prevalente |
Titoli di studio prevalenti |
Corsi per l’obbligo formativo |
166 |
3270 |
1828 |
1384 > 18
1886 < 18 |
Disoccupati o in cerca di prima occupazione con prevalenza femminile |
Licenza media, diploma |
Scuole Comunali delle Arti e dei Mestieri (dati relativi alle 4 Scuole)
a.s. 2003/04 |
n. Corsi |
n. Iscritti |
n.attestati |
Fasce d’età |
Posizione occupazionale prevalente |
Titoli di studio prevalenti |
Corsi e attività non finalizzati a |
78 |
1324 |
876* |
fino a 29 anni, seguita dagli over 40 |
Occupati |
Medio-alto |
* gli attestati sono rilasciati a richiesta dei corsisti
Enti e Associazioni del Terzo settore (dati relativi a 68 organismi)
a.s. 2003/04 |
n. Corsi |
n. Iscritti |
n. attestati |
Fasce di età più rappresentate |
Posizione occupazionale prevalente |
Titoli di studio prevalenti |
Corsi e attività non finalizzati a |
2973 |
37193 |
28544 |
51 – 65 anni |
Disoccupati con prevalenza femminile, |
Medio-alti |
Corsi integrati |
321 |
5205 |
3700 |
30- 65 anni |
Disoccupati con prevalenza maschile |
Medio-alti |
Tra le associazioni sono stati rilevati a parte, in considerazione della rilevanza dell’offerta, le attività formative dell’UPTER e dell’UNISPED
UPTER
a.s. 2003/04 |
n. Corsi |
n. Iscritti |
n. attestati |
Fasce di età più rappresentate |
Titoli di studio prevalenti |
Corsi e attività non finalizzati a |
1987 |
21491 |
19519 |
30 – 65 anni |
Medio-alti |
UNISPED
a.s. 2003/04 |
n. Corsi |
n. Iscritti |
n. attestati |
Fasce di età più rappresentate |
Titoli di studio prevalenti |
Corsi e attività non finalizzati a |
226 |
3954 |
1250 |
dai 51 ai 65 e oltre i 65 anni |
(non rilevato) |
Consultori familiari (dati relativi a 29 Consultori)
a.s. 2003/04 |
n. Corsi |
n. Iscritti |
n. attestati |
Fasce di età più rappresentate |
Titoli di studio prevalenti |
Ed. sessuale e sanitaria, preparazione al parto, gnitorialità |
5358 |
17710 |
(non dichiarato) |
La rilevanza delle attività di educazione sessuale fa prevalere la fascia 15 – 18 anni, a cui segue quella tra 19 – 29 |
(non rilevato) |
Biblioteche del Comune di Roma (dati relativi a 15 Biblioteche)
a.s. 2003/04 |
n. Corsi |
n. Iscritti |
n. attestati |
Fasce di età più rappresentate |
Titoli di studio prevalenti |
Corsi e attività non finalizzati a |
65 |
1779 |
(non dichiarato) |
fino a 29 anni, seguiti dagli over 40 |
(non rilevato) |
In conclusione, emerge un’offerta di attività ampia e diffusa sul territorio cittadino, in grado di rispondere a bisogni diversificati. I punti di debolezza si riscontrano nei seguenti fattori:
La Cabina di regia ha affrontato innanzitutto il problema dell’informazione e della diffusione, avviando un sito internet (www.educazionepermanenteroma.it) dove, oltre ad acquisire informazioni sul percorso di costruzione dei Comitati locali, si può consultare un data-base sull’offerta formativa per adulti a livello cittadino, articolata per Municipi, per tipologia di Enti e per tipologia di attività.
Inoltre, è stata prodotta una Guida all’offerta formativa contenente informazioni sulle istituzioni pubbliche che organizzano a Roma attività formative per gli adulti:
ed anche sulle Istituzioni che possono orientare e soddisfare i bisogni di particolari tipologie di utenti: i giovani, le persone in cerca di occupazione, gli stranieri (Centri di Orientamento al Lavoro, Centri per l’Impiego, Informagiovani, Poli Intermundia – Centri educativi interculturali)
La Guida è stata distribuita agli URP dei Municipi e degli Assessorati competenti e a tutte le istituzioni formative. La sua diffusione è accompagnata da una campagna di sensibilizzazione attraverso manifesti affissi nella città.
Nel disegnare il sistema si è scelto di cominciare dai Comitati locali perché questo è il livello praticabile su base territoriale (comune/municipi) e perché da questo livello è possibile offrire indicazioni e orientamenti per la costruzione di un quadro di sistema regionale che dovrà consentire il superamento della fase sperimentale per garantire continuità, legittimità e diffusione all’esperienza dei Comitati locali per l’EDA, all’interno di un sistema coerente, integrato, che declini ruoli e funzioni ai diversi livelli istituzionali.
Non sfugge, quindi, la necessità di avere linee di indirizzo regionali che guidino e generalizzino questi processi e una legge quadro nazionale di sviluppo per l’EDA.