RIVISTA INTERNAZIONALE di EDAFORUM
ANNO 2/ N. 7 - 28 febbraio 2007
 

INDICE

 

 

 

 

TESI A CONFRONTO

La formazione continua nella nuova politica di Coesione 2007/2013

di Mariangela Santangelo (Roma Tre - Facoltą di Scienze della Formazione)

Il cammino verso la nuova Politica di Coesione 2007-2013 prende il via nel 2001 con un dibattito, organizzato dalla Commissione Europea, che ha visto protagonisti gli Stati membri, le Regioni e gli altri soggetti interessati alla gestione dei futuri Fondi strutturali. Il discorso prosegue e si fa più nitido nel febbraio 2004 con la pubblicazione della Terza Relazione sulla coesione, nella quale si definisce il contesto per la riforma di tale politica. Il Terzo Forum sulla coesione, svoltosi nel maggio 2004 a Bruxelles, da ampio sostegno alla politica proposta dalla Commissione che nello stesso anno ha presentato ufficialmente le nuove proposte di Regolamento, approvate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'Unione Europea nel mese di luglio 2006.  Il Fondo Sociale opererà attraverso programmi operativi monofondo intervenendo su due Obiettivi: “Competitività Regionale e Occupazione” che mira a rafforzare la competitività e a promuovere il cambiamento economico e l’occupazione; "Convergenza" rivolto a promuovere le condizioni per la crescita e la convergenza degli Stati Membri e delle Regioni in ritardo di sviluppo. (Regolamento (CE) FSE 2006)

L’Unione europea di fatto negli orientamenti per la politica di coesione per la programmazione 2007-2013 e negli obiettivi posti dalla rinnovata strategia di Lisbona e dell’occupazione, suggerisce in particolare per i nuovi obiettivi relativi a “Competitività Regionale e Occupazione”di concentrare le risorse all’interno dei seguenti ambiti di intervento: lo sviluppo e consolidamento della società della conoscenza e il sostegno all’occupabilità ed all’integrazione sociale.

La formazione e l’apprendimento hanno assunto in questi anni una importanza fondamentale per lo sviluppo della società della conoscenza svolgendo la funzione di tessuto connettivo della nuova dimensione della realtà economico-sociale. Questi mutamenti stanno contribuendo a spostare l’accento dalla formazione iniziale alla formazione continua restando comunque sempre importanti e fondamentali il sapere minimo e la formazione per l’accesso al lavoro. In questo senso emerge come dimensione strategica la manutenzione del sapere durante tutto l’arco della vita attiva. Nel paradigma della formazione continua occorre individuare come corollario della stessa, quello dell’apprendimento in età adulta che appare, infatti, come il fattore chiave di evoluzione nel quale le matrici tradizionali della formazione vengono espanse collegandosi con forme profondamente innovative di generazione e circolazione delle conoscenze direttamente legate alle dinamiche dei contesti produttivi-organizzativi intesi come contesti di apprendimento. (Alberici 1999)

Gli orientamenti e i programmi approvati dalla Commissione europea presentano un denominatore comune:  aumentare gli investimenti nel capitale umano migliorando la formazione e le competenze. Per agevolare l’accesso all’occupazione per tutte le fasce di età e migliorare la produttività e la qualità del lavoro occorre aumentare gli investimenti nel capitale umano nonché definire e attuare strategie nazionali efficaci di formazione continua a favore delle persone, delle imprese, dell’economia e della società.  In particolare l’Europa chiede agli Stati membri che le riforme del mercato del lavoro relative alla formazione siano associate a riforme dei sistemi di istruzione e formazione da attuare, in base a riferimenti e principi europei comuni. Allo stesso modo auspica per il prossimo periodo di programmazione, l’aumento degli investimenti nel capitale umano in funzione della rinnovata Strategia di Lisbona (2005), basandosi sugli orientamenti integrati per la crescita e l’occupazione e sulle seguenti priorità generali:

  • rendere la conoscenza e l’innovazione il fulcro della crescita europea;
  • elaborare politiche che consentano alle imprese europee di creare nuovi e migliori posti di lavoro;
  • sostenere strategie coerenti e globali di formazione continua che permettano, in particolare, di acquisire le competenze richieste dall’economia della conoscenza. (Regolamento (CE) FSE 2006)

Nell’ambito degli Obiettivi Convergenza e Competitività Regionale e Occupazione, il Fondo Sociale sul tema della formazione continua, fornisce il proprio sostegno alle seguenti priorità:

  • miglioramento dell’adattabilità dei lavoratori e delle imprese, in particolare promuovendo
    maggiori investimenti nelle risorse umane da parte delle imprese, in special modo delle PMI, e dei lavoratori attraverso lo sviluppo di sistemi e strategie di formazione lungo tutto l’arco della vita, assicurando maggiore accesso alla formazione ai lavoratori più anziani e meno qualificati, la trasparenza delle qualifiche e delle competenze e la disseminazione di capacità legate alle ICT e la promozione di cultura d’impresa e innovazione;
  • l’anticipazione e la gestione positiva del cambiamento economico, in particolar modo attraverso la progettazione e la diffusione di forme organizzative del lavoro innovative e più produttive, che includano migliore salute e sicurezza, l’identificazione del futuro fabbisogno occupazionale e di competenze e lo sviluppo di occupazione specifica, formazione e di altri servizi che accompagnino i lavoratori nel contesto della ristrutturazione delle aziende e dei settori. COM (2005) 299

 
L’investimento strategico sul capitale umano europeo è sostenuto non solo dalla riforma dei Fondi Strutturali, ma anche dal processo di riordino di programmi ed iniziative in materia di istruzione e formazione. L’orizzonte di riferimento viene prioritariamente innovato dalla Proposta di Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un “Programma d’azione integrato nel campo dell’apprendimento permanente” (Decisione n° 1720/2006). La proposta presentata dalla Commissione conferma ed illustra l’avvento della nuova generazione di programmi comunitari in materia di istruzione e formazione nel prossimo periodo di programmazione. Ne deriva un unico programma per il sostegno all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita destinato agli Stati membri e che riguarda tutto il sistema di istruzione e formazione, dalla scuola per l’obbligo alla formazione degli adulti. Il programma quadro mira a comprendere in un’unica logica integrata gli attuali programmi Socrates, Leonardo da Vinci, il programma per l’apprendimento on line (eLearning), l’iniziativa Europass ed altre specifiche azioni nei settori dell’istruzione e della formazione.

La posizione assunta dal Consiglio con l’adozione del Regolamento del Parlamento europeo individua nel Fondo Sociale Europeo lo strumento principe per rafforzare la coesione economica e sociale e migliorare la possibilità di occupazione. In particolare, l’intervento del Fondo dovrebbe mirare ad aumentare l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese, potenziare il capitale umano e a migliorare  l’accesso all’occupazione e la partecipazione al mercato del lavoro, rafforzare l’inclusione sociale delle persone svantaggiate e combattere la discriminazione.  Relativamente alla crescita dell’adattabilità dei lavoratori intende promuovere l’apprendimento permanente e maggiori investimenti nelle risorse umane da parte delle imprese (in particolare delle piccole e medie) e dei lavoratori tramite lo sviluppo e l’attuazione di strategie che garantiscano un più agevole accesso alla formazione, in particolare per i lavoratori meno qualificati e più anziani, lo sviluppo delle qualifiche e delle competenze, la diffusione di tecnologie della comunicazione e dell’apprendimento per via elettronica. (COM 2005) 299.

La formazione continua assume, dunque, nella nuova programmazione un ruolo chiave nell’ambito delle politiche per l’adattabilità, poiché accompagna i processi di innovazione ed adattabilità nell’organizzazione del lavoro e dei processi produttivi e, in particolare, risponde ai bisogni di anticipazione e gestione dei cambiamenti richiesta dai lavoratori. L’investimento in capitale umano rappresenta la chiave di volta per la creazione di solide basi per il benessere dell’individuo, come cittadino, come lavoratore e in generale della collettività economico-sociale. Costruire un’economia della conoscenza dinamica, competitiva e coesa implica la centralità dell’apprendimento permanente con la finalità di offrire al fattore capitale umano, migliori chances di occupabilità facilitando l’integrazione, l’adattabilità e il mantenimento nel tempo della permanenza al lavoro. In questo senso, il lifelong learning rappresenta un paradigma di supporto dell’organizzazione e dell’attuazione delle iniziative di riferimento in linea con le priorità europee finalizzate a rilanciare la produttività, la competitività e l’invecchiamento attivo. L’ampliamento quali-quantitativo della formazione continua dovrà contribuire a prevedere il rischio di esclusione professionale e sociale; il salto di qualità richiesto dovrà coinvolgere tutti gli attori interessati, istituzionali ed economico sociali, impegnati a migliorare qualità ed efficienza di istruzione e formazione (Isfol 2005).

 

Bibliografia di riferimento
Alberici A., Imparare sempre nella società conoscitiva. Dall’educazione degli adulti all’apprendimento durante il corso di vita, Paravia Scriptorium, Torino,1999.
Commissione Europea, Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente, Bruxelles 2000
Commissione europea, Comunicazione al Consiglio di primavera “Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione – Il Rilancio della Strategia di Lisbona” COM (2005) 02/02/2005.
Commissione europea, Terza relazione intermedia sulla coesione verso un nuovo partenariato per la crescita, l’occupazione, la coesione, COM (2005) 192 def., 17/05/2005.
Commissione europea, Comunicazione della Commissione “Politica di coesione a sostegno della crescita e dell’occupazione: linee guida della strategia comunitaria per il periodo 2007-2013” COM (2005) 299, luglio 2005.
Commissione europea, Comunicazione della Commissione  “Le rispettive responsabilità degli Stati membri e della Commissione nella gestione comune dei fondi strutturali e del Fondo di coesione. Situazione attuale e prospettive per il nuovo periodo di programmazione successivo al 2006” COM(2004) 580 del 6/9/04.
Commissione europea, Comunicazione della Commissione “Orientamenti integrati per la crescita e l’occupazione” COM(2005) 141 del 12/4/05
Proposta di Regolamento del Consiglio “Disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione” COM(2004) 492 del 14/7/2004.
Commissione europea, Lifelong Learning Practice and Indicators, Bruxelles, 28/11/2001.
Isfol, La riprogrammazione del Fondo Sociale Europeo nel nuovo orizzonte comunitario, Isfol, Roma, 2004.
Proposta di Regolamento del Consiglio “Fondo Sociale Europeo” COM(2004) 493 del 14/7/2004

 

 

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