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Il lavoro di tesi – per il conseguimento della laurea triennale in Scienze della Formazione Continua - nasce dall’esperienza di tirocinio svolta presso il Laboratorio di Bilancio di Competenze della Facoltà di Lettere e Filosofia di Foggia, che mi ha consentito di seguire la complessa organizzazione di un laboratorio di Bilancio e osservare in prima persona la realizzazione di un percorso di bilancio nelle sue diverse fasi attuative.
Alla luce delle continue trasformazioni della società complessa e della sempre più vivace turbolenza del mercato del lavoro, saper riflettere sul proprio sé personale e professionale diventa momento “obbligato” per imparare a gestire l’incertezza del futuro non solo durante l’iter professionale ma anche durante il proprio percorso formativo. Si tratta di acquisire, accanto a conoscenze e competenze di base, anche capacità metacognitive e metaemotive utili a gestire le conoscenze apprese in modo efficace anche in funzione di una sempre più attiva partecipazione alla vita familiare, professionale, sociale e culturale. In tal senso, il Consiglio europeo di Lisbona ha affermato che per fare dell’Europa la più competitiva e dinamica società basata sulla conoscenza è necessario porre al centro dell’attenzione non solo i sistemi di istruzione e formazione, ma gli individui stessi, con il loro patrimonio di conoscenze e competenze acquisite in diversi contesti, formali, informali e non formali di formazione. A conferma di ciò molti Stati membri dell’UE hanno avviato iniziative volte a sostenere il soggetto nell’identificazione, valutazione e riconoscimento dell’apprendimento acquisito in contesti scolastici e formali nonché al di fuori dei normali canali istituzionali dell’istruzione e formazione.
Si pensi al tema della certificazione delle competenze ed in particolare di quelle acquisite in contesti non formali o informali, che negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore rilevanza e sempre più spesso occupa un ruolo centrale nei dibattiti nazionali e internazionali sul lifelong learning.
In tale prospettiva, il Bilancio di Competenze si configura come uno degli strumenti oggi più efficaci e idonei ad accompagnare il soggetto nel monitoraggio e nella presa di consapevolezza delle proprie competenze. Lontano dall’essere considerato uno strumento di valutazione quantitativa, tale strumento si caratterizza, piuttosto, per la forte connotazione autovalutativa e orientativa.
Di fatto, il Bilancio di Competenze, è una tecnica di Consulenza Orientativa e, come tale, considera l’analisi delle competenze come una possibilità, per il soggetto, di migliorare la spendibilità della propria professionalità sul mercato del lavoro a partire sia dalla presa di coscienza delle proprie competenze e motivazioni, sia dalla definizione di un progetto professionale che sia sentito come proprio e sia coerente con le proprie aspettative e le reali opportunità offerte dal mercato del lavoro (R. Gallo, D. Boerchi, 2004).
Dopo il suo successo in Francia, dove il Bilancio delle Competenze si configura come un servizio pubblico regolato da una precisa legislazione in materia, finalizzato al riconoscimento e alla validazione delle competenze del soggetto al fine di definire ipotesi di inserimento e/o reinserimento professionale e sociale dei lavoratori, si è diffuso anche in Italia dove ha assunto una valenza più orientativa, tanto che è stato suggerito il cambio di denominazione da “Bilancio delle Competenze” a “Bilancio d’Orientamento”.
La funzione orientativa del bilancio – come ho avuto modo di sperimentare e osservare durante il tirocinio – si esplica nelle sue tre diverse fasi (I. Loiodice, 2004):
Tali fasi si realizzano in sei incontri e in una durata temporale complessiva di circa 15-20 ore (2-3 ore per ogni incontro). L’arco di tempo per lo svolgimento degli incontri va dai 3 ai 6 mesi.
Il percorso – in linea generale - è così strutturato (F.Alby, F.Mora, 2004):
Il lavoro di tesi, in tal senso, rende conto della peculiarità di ogni singolo incontro e del complesso bagaglio di competenze che l’operatore di bilancio deve possedere per gestire con efficacia il percorso. Si tratta certamente di competenze tecnico-professionali specifiche ma anche e soprattutto di competenze relazionali, comunicative, organizzative legate all’accoglienza, all’ascolto, all’ “avalutabilità”, al processo di scaffolding ecc.
Di recente anche alcune università italiane hanno avviato sperimentazioni sull’utilizzo del Bilancio di competenze con studenti laureati e laureandi. Il Laboratorio di Bilancio di Competenze, istituito nel 2004 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Foggia e coordinato dalla prof.ssa Isabella Loiodice, rientra tra i nuovi servizi di orientamento agli studenti della Facoltà.
Tale percorso è stato per l’appunto pensato per i giovani laureandi e laureati che vogliano fare il punto sul proprio progetto di sviluppo personale, formativo e professionale. L’idea di proporre questa azione di orientamento è nata dalla constatazione di una condizione generale di disorientamento dei neolaureati e dei laureandi che, in conclusione del percorso formativo, si trovano a vivere una situazione di incertezza legata alla diffusa incapacità di prevedere e riconoscere la spendibilità del proprio titolo di studio e spesso alla scarsa consapevolezza delle competenze acquisite.
Favorire nello studente una analisi e una osservazione autoriflessiva sui propri interessi e sui settori professionali verso i quali investire le proprie risorse si rivela, dunque, tappa obbligata per promuovere una cultura dell’orientamento che alimenti le capacità di operare scelte partecipate e adeguate e costruire, così, progetti di sviluppo formativi e professionali seri, coerenti e consapevoli.
Le prospettive del Laboratorio di Bilancio della Facoltà di Lettere di Foggia sono oggi sempre più ampie, considerata la sempre più forte attenzione che il territorio sta riservando a tale servizio. Inizialmente destinato solo agli studenti della Facoltà, si è infatti aperto anche ad altre Facoltà e ad Enti del territorio di Capitanata che ne hanno fatto richiesta soprattutto dopo l’ultimo convegno tenutosi il 18 gennaio 2007, dal titolo “Studiare da adulti all’università di Foggia”.
L’esperienza di tirocinio anche in questo è stata illuminante, nel comprendere come l’utilizzo del Bilancio e di altri dispositivi di “valutazione” delle competenze e di valorizzazione delle risorse umane è fondamentale non solo in momenti di criticità del soggetto adulto lavoratore o dell’azienda ma anche durante l’intero corso della vita come più complesso strumento di crescita ed empowerment individuale.
Sarebbe auspicabile, dunque, che tale servizio fosse sempre più studiato e utilizzato nei molteplici luoghi di apprendimento come i luoghi di lavoro e le istituzioni formative.
Le aziende italiane, come quelle francesi, potrebbero utilizzare, al loro interno, lo strumento del bilancio delle competenze per individuare e valorizzare le competenze possedute dalle proprie risorse umane per una loro più corretta allocazione e crescita professionale. Le istituzioni formative - vista la condizione di generale disorientamento e spaesamento dei giovani neolaureati e laureandi, tra i quali è sempre più elevata la presenza di studenti adulti – attraverso i percorsi di Bilancio potrebbero migliorare e ampliare la loro funzione orientativa.
BIBLIOGRAFIA
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