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O“Attraverso le narrazioni […] è possibile scoprire l’intreccio indissolubile tra i pensieri e le emozioni (tra il cuore e la mente), tra singolarità e collettività, tra novità e tradizione, mettendone a fuoco le specifiche dinamiche ricorsive. Nella narrazione sono donati, a chi li ascolta o rilegge, il sapere, l’esperienza, il sentire dell’altro”.
Il volume, curato da Isabella Loiodice e Franca Pinto Minerva, raccoglie gli Atti del convegno internazionale “Donne tra arte, tradizione e cultura. Mediterraneo e oltre” promosso dall’Università degli Studi di Foggia nel novembre 2004.
L’iniziativa, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio del Ministero delle pari opportunità, ha rappresentato un momento di incontro e di confronto a più voci (di uomini e di donne, di studiose/i di differenti ambiti disciplinari provenienti dalle più diverse regioni del mondo)attraverso cui raccontare l’universo femminile, esplorando e riscoprendo gli intrecci, variegati e complessi, e gli incroci (tra culture, saperi, professionalità, storie di vita) che lo caratterizzano. La pubblicazione degli Atti rappresenta la forma ulteriore di divulgazione di quel dibattito corale che – attraverso le parole e le immagini, i suoni e i gesti – ha inteso affrontare le tematiche più cruciali e centrali della contemporaneità, a partire dai temi della democrazia e del dialogo interculturale, lette, vissute e interpretate “attraverso” il sapere, le emozioni e le esperienze delle donne.
Il volume è articolato in cinque sessioni, presentate, rispettivamente, da Franca Pinto Minerva, Domenico Cofano, Maria Josè Strazzulla, Isabella Loiodice e Francesco De Martino, dedicate a cinque ambiti disciplinari diversi: l’arte e la poesia; il cinema, il teatro e la televisione; la musica e le arti visive; la pedagogia e la formazione; la storia e le scienze sociali.
La prima sessione, intitolata “Donne che raccontano e si raccontano”, raccoglie e raccorda insieme voci e storie di donne dette da donne (dell’Oriente e dell’Occidente). Donne che hanno attestato, anche drammaticamente, la loro presenza nel mondo e che hanno costruito in maniera rizomatica, non lineare, la loro soggettività sino a riconoscersi – e a essere riconosciute! –come “soggetti consapevoli, modello di una partecipazione sociale e culturale aperto e solidale”. All’incrocio tra narrazione giornalistica e poetica, tra racconto letterario e racconto della quotidianità, la pratica narrativa, attraverso le testimonianze di studiose, artiste e poetesse svela e rivela “il filo, diacronico e sincronico, di esperienze, di parole e di idee delle donne e sulle donne […] capitalizzando la presenza di donne di più parti del mondo e valorizzando le forme e i modi differenti di raccontare la propria storia e la propria cultura”.
La seconda sessione, intitolata “Rappresentazioni di donne: cinema , teatro , televisione”, dà spazio a rappresentazioni cinematografiche, televisive e teatrali dell’identità femminile. Intrecciando figure di donne della contemporaneità e del passato, gli autori riflettono – e invitano a riflettere – sulla condizione delle donne oggi e sulla loro difficile ricerca di identità “libere dai modelli di subalternità o di rampatismo maschile”.
Riflessione che prosegue nella terza sessione, dal titolo “Donne artiste: musica e arti visive”, all’interno della quale gli autori rivelano il difficile percorso compiuto dalle donne, dagli inizi del secolo ai nostri giorni, nella direzione di un pieno riconoscimento intellettuale nel campo della musica e delle arti visive. Un riconoscimento molto recente che “individua nelle realizzazioni femminili in tali campi un nuovo modo di rappresentare la propria soggettività e di recuperare il proprio ruolo nella realtà sociale della storia passata e del mondo attuale”.
La quarta sessione pone al centro del dibattito il tema delle “Donne e luoghi della cura e della formazione”. Compiendo incursioni nei luoghi di vita, di cura e di formazione, gli autori riflettono intorno ai complessi rapporti tra donne e educazione, donne e formazione, donne e scienza, offrendo una prospettiva altra, differente con cui “rileggere le stesse capacità di cura, di mediazione e di tutela che da sempre hanno caratterizzato le forme di vita al femminile, ma che sono state relegate esclusivamente negli spazi del privato, declassate a esperienze minori, comunque sempre contrapposte ai luoghi del pubblico, questi ultimi per molto tempo riservati agii uomini, più di recente alle donne, a condizione però di rendersi disponibili ad adottare modelli e valori maschili”.
La quinta sessione – intitolata - “Figure di donne tra passato, presente e futuro” – ricostruisce, in maniera accurata, le storie delle donne a partire dall’antica Roma, all’età cristiana sino ad arrivare al racconto delle esperienze dei nostri giorni.
Pensieri, emozioni, esperienze si intrecciano, dunque, e si incrociano in tutti i saggi di cui il volume si compone: “incroci di pensieri, emozioni, esperienze che attraverso la differenza ricercano i tratti comuni, le identiche paure e i progetti, le alienazioni e i riscatti, le rinunce e le speranze che da sempre caratterizzano la vita delle donne, al di là dei confini materiali, cronologici e culturali”.
Manuela Ladogana
Dottore di ricerca dell’Università di Foggia